Sant’Agnello, che confusione di deleghe ad Assessori e Consiglieri…

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SANT’AGNELLO – Se l’azione amministrativa deve svolgersi secondo criteri minimi di coerenza e di competenza, allora quelli cui si è ispirato il Sindaco Pietro Sagristani assegnando le deleghe ai nuovi Assessori e Consiglieri non rispondono ad una logica e a una visione organica e funzionale del governo cittadino. Parliamo per esempio di due settori vitali per l’economia locale: turismo e attività produttive. La promozione turistica è un settore che, insieme a specifiche competenze in capo a chi ne ha la responsabilità politica, richiede un coordinamento delle azioni da intraprendersi con poste in bilancio adeguate a sviluppare una politica consona alle aspettative degli operatori locali, siano essi imprese, associazioni o enti specificamente vocati nel settore.

Se consideriamo che il Sindaco, allo stato, ricopre ancora la carica di Assessore Provinciale al Turismo (aveva annunciato che si sarebbe dimesso subito dopo le elezioni comunali, ndr), non si può non considerare un “grave errore” i criteri cui si è ispirato nell’assegnazione delle competenze fra i suoi assessori.

Il delegato al turismo e spettacolo (cioè agli eventi) è Giuseppe Gargiulo mentre quello al marketing territoriale (settore di strettissima pertinenza con il turismo) è il vice sindaco Clara Accardi. Si dirà: collaboreranno insieme per lo sviluppo turistico! Meglio sarebbe dire: competeranno l’uno con l’altro per attuare politiche, impegnare risorse, sviluppare iniziative promozionali!

La situazione peggiora nel settore delle attività produttive, cioè nei comparti dell’economia locale che, a prescindere dalle differenze di settore, necessitano di politiche organiche in termini di programmazione e di sviluppo per accrescerne la competitività e trasformarli in fattori di attrazione oltre che di crescita economica.

Per questo comunemente si parla di “attività produttive” come di un comparto che riunisce commercio e servizi, artigianato, agricoltura. A sovrintendere su questi settori troviamo invece Antonino Castellano con delega al commercio, Pasquale Esposito con delega all’agricoltura, Attilio Massa con delega all’artigianato. E veniamo a due settori strategici per qualsiasi amministrazione: bilancio e finanze, lavori pubblici, urbanistica, patrimonio.

Mancando specifiche competenze in capo agli Assessori, il Sindaco ha affidato al Presidente del Consiglio Comunale, Maria De Martino (commercialista), il bilancio e in aggiunta la cultura (meglio sarebbe stato accorparla a turismo ed eventi o all’istruzione) e al consigliere Franco De Angelis i LL.PP. e il patrimonio. Al presidente del consiglio comunale che, ricordiamolo, svolge un ruolo istituzionale e non gestionale (peraltro nella trascorsa legislatura l’argomento è stato ampiamente dibattuto e denunciato dall’allora opposizione guidata da Gianni Salvati e Antonino Castellano) l’assegnazione di deleghe risulta un atto improprio, ancor di più quella del bilancio che comporta un’azione di governo specifica e puntuale che, nel dibattito consiliare, pone il presidente non già in una condizione super partes, piuttosto in quella di parte in causa di tutte le scelte politiche dell’Amministrazione.

La carica di presidente è perciò incompatibile con qualsiasi responsabilità di gestione dovendo il Presidente svolgere azione istituzionale e financo di censura nei confronti di chiunque (assessori e/o consiglieri) operi nell’ambito di specifici settori sui quali il consiglio esercita azione di vigilanza.

Il nodo è questo: ai Consiglieri compete, per legge, un ruolo diverso rispetto agli Assessori: quello del controllo sull’operato dell’esecutivo oltre che della programmazione nel suo complesso! Ne deriva che risulta pregiudicato, rispetto a quanto previsto dalla legge, il ruolo in capo a ben tre consiglieri di maggioranza: Attilio Massa, Maria De Martino e Franco De Angelis.

Si tratta perciò di deleghe impropriamente assegnate e il cui esercizio permanente e non occasionale (secondo un’interpretazione di legge) da parte dei Consiglieri è improprio e quindi illegittimo! Nel merito delle specifiche competenze a sovrintendere ad alcuni settori amministrativi da parte degli Assessori non è il caso di soffermarsi perchè è evidente, almeno per gli addetti ai lavori, la logica cui sono ispirate le scelte del Sindaco.

E’ chiaro che la riduzione del numero degli assessori e dei consiglieri impone un più ampio coinvolgimento della compagine amministrativa, ma ci sono anche criteri innovativi di concepire e di conseguenza organizzare, i diversi settori anche per dare un segnale di novità che, tutto sommato, pure ci si attendeva dal ritorno sulla scena locale di Sagristani dopo il tour in Provincia e la variegata e pluriennale esperienza politica maturata.

Intanto si attende la pubblicazione sul sito dell’Ente delle situazioni reddituali e patrimoniali degli Amminsitratori, di congiunti e affini in ottemperanza degli impegni assunti in campagna elettorale quale elemento qualificante di un’azione trasparente che è stato un vero e proprio cavallo di battaglia di Sagristani in questa campagna elettorale.