“Liberi e Uguali” e i veleni post-elettorali: Coppola chiede le dimissioni di Orlando

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SANT’AGNELLO – Già prima delle elezioni l’ex assessore Giuseppe Coppola ’71 aveva scelto di affidare al settimanale Agorà i suoi strali contro Gian Michele Orlando al fine di ottenerne la rinuncia a candidarsi sindaco. Neanche una settimana è trascorsa dall’esito delle urne che lo stesso Coppola torna ad attaccare Orlando chiedendone addirittura le dimissioni dal consiglio comunale.
La sconfitta dei “Liberi e Uguali” ha scatenato polemiche reazioni animate proprio dall’accoppiata Coppola&Coppola (il primo Peppe ’71 e il secondo Antonino) che nella vigilia elettorale avevano cercato in tutti i modi di scalzare Orlando dalla candidatura a sindaco col rischio di far saltare il giocattolo ancor prima del tempo.

Tentativo fallito per mancanza di numeri e che le elezioni, almeno per quanto riguarda Coppola ’71, hanno confermato visto l’inatteso insuccesso. L’ex assessore Coppola ’71 ha infatti ottenuto soltanto  304 voti di preferenza, scavalcato nella sua lista oltre che da Antonino Coppola (primo degli eletti con 589 voti) anche da Pietro Gnarra (485 voti) e da ben due candidate: Ester De Maio (431) e Mariarosaria Terminiello (376).

Nella classifica generale Coppola ’71 si ritrova così al 5° posto (terzo dei non eletti). Nonostante tutto l’ex assessore affida alla stampa un veemente attacco a Orlando che proprio questa mattina, senza ancora conoscere le dichiarazioni di Coppola ’71 ad Agorà, aveva preannunciato il suo impegno a svolgere fino in fondo e per l’intero mandato il suo ruolo di opposizione.

L’altro giorno Orlando si è recato in Comune per fare gli auguri al neo-sindaco Sagristani: “E’ stato un incontro sereno nel quale ci siamo scambiati qualche idea sulla campagna elettorale e anche sui duri toni che l’hanno caratterizzata. Ora però la campagna elettorale appartiene al passato e dobbiamo guardare avanti, ognuno di noi con le responsabilità affidategli dagli elettori: lui di assicurare governabilità, io e gli altri consiglieri di fare l’opposizione.

Gli ho ribadito che farò la mia parte fino in fondo, con chiarezza e lealtà a tutela degli elettori che hanno riposto fiducia nella mia persona e nella mia proposta politica, ma sempre anteponendo a qualsiasi discorso gli interessi generali. Per il resto confermo che resterò in Comune per l’intera legislatura“.

L’intervista di Coppola ’71 un po’ lo stupisce: “Non mi piace commentare e non è da me fare polemiche perchè avrei tanto da dire…Piuttosto ora si volta pagina e con senso di responsabilità ognuno faccia la parte che gli compete! Mi dispiace per Coppola che è rimasto fuori dal consiglio, ma evidentemente qualche colpa ce l’ha anche lui visti i risultati ottenuti!“.

In effetti le considerazioni di Coppola ’71 non sembrano rispondere a una corretta analisi del voto, sia rispetto a dati oggettivi, sia rispetto a quanto asserito in pubbliche manifestazioni dallo stesso Coppola. Sostenere per esempio che Sagristani abbia vinto col voto di opinione (dopo averlo accusato di voti estorti, di voti frutto di ricatti, di pressioni indebite sugli elettori, di condizionamenti, etc…) significa onestamente o aver detto una menzogna primao o di dirne una ora.

Oppure di non aver compreso nulla della campagna elettorale appena conclusa e di cui pure si è stati protagonisti esprimendo, in corso d’opera, valutazioni sull’andamento della campagna medesima dimostratesi fuori dal mondo! Basta ricordare le dichiarazioni di Coppola ’71 sulla peculiarità di queste elezioni: “…rapresentano il ritorno alle democrazia contro la dittatura!” o giù di lì!

Piuttosto sono stati i “Liberi e Uguali” che hanno intercettato un voto di opinione, un voto che generalmente regge con fatica al confronto col voto di potere in tutte le sue diverse espressioni. Sostenere il contrario oggi da parte di Coppola ’71 è un non senso assoluto. E fermiamoci qui! Così come, a nostro avviso, chiedere le dimissioni di Orlando significa soltanto tentare di mescolare le carte nel mazzo ancor prima di iniziare la partita amminsitrativa.

Oggi anche per le forze e per le persone che si sono opposte al sistema-Sagristani si tratta di riscrivere le ragioni e le espressioni del proprio impegno, ma certamente a Orlando che oggi rappresenta in consiglio l’opposizione di questa parte di elettorato, si chiede di continuare a portare avanti il proprio impegno nel nome di quei principi e di quei valori che hanno ispirato la nascita dei “Liberi e Uguali“. Solo così si può dare un senso a questo voto e a tutto quanto è stato detto e fatto in questo mese di scontro elettorale!

Purtroppo chi, a ragione o a torto, non è risultato eletto deve farsene una ragione e continuare il proprio impegno anche fuori dall’ambito istituzionale, come è legittimo oltre che naturale. L’abbiamo già scritto commentando il risultato delle urne qualche giorno fa e da quanto sta accadendo tra i “Liberi e Uguali” ne scaturisce soltanto una conferma: questo gruppo ha concluso un ciclo e ciascuno dei tre esponenti dell’attuale minoranza persegue obiettivi diversi nella prospettiva.

Il fallimento elettorale cala il sipario su questa stagione politica i cui protagonisti, tra vecchi (tanti) e nuovi (pochi) dovranno dimostrare sul campo e ciascuno per sè di che pasta son fatti! Per i prossimi cinque anni la parola spetta a Sagristani che dovrà dimostrare anche lui di aver avuto ragione nel ritornare alla guida della municipalità!