Piano di Sorrento, Graziano Maresca attacca l’On. Bossa, solidarietà dalla Iaccarino

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PIANO DI SORRENTO – Acque agitate nella politica pianese all’indomani della querelle sull’accesso negato agli atti del PIP di Via Cavone da parte dell’UtC nei riguardi della consigliere Anna Iaccarino, una vicenda che sembrava superata dall’annuncia di rilasciare copia della documentazione alla Consigliera, ma che ha fatto esplodere il caso con un botta e risposta tra l’On. Luisa Bossa del PD e l’ing. Graziano Maresca capo dell’UtC. Dopo le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal responsabile dell’Ufficio tecnico del comune costiero, ingegner Graziano Maresca, che ha attaccato l’onorevole Luisa Bossa ed il suo presunto “…intervento a gamba tesa”, il Consigliere indipendente di minoranza al Comune di Piano di Sorrento, l’avvocato Anna Iaccarino, si è così espressa: “Chiaramente l’Onorevole Bossa non ha bisogno di alcuna difesa d’ufficio, tuttavia, mi sento in dovere di esprimerle la mia solidarietà, nei confronti di un attacco ingiustificato e senza senso…

Purtroppo, a Piano siamo abituati a vedere delle pubbliche intrusioni da parte della burocrazia nella vita politica della Città, anche se assistere ad un dirigente che attacca apertamente un parlamentare nazionale è forse una novità assoluta. Anche in tal senso il discorso è politico, poiché i politici continuano ad abdicare al proprio ruolo, rifugiandosi in una sorta di imitazione delle tre scimmiette.

Al di là di queste considerazioni, però, quello che mi preme sottolineare è che definire ‘bega di paese’ il fatto che ad un Consigliere comunale venga, in qualche modo, negato l’accesso agli atti è sintomatico di quanta scarsa considerazione si abbia del ruolo istituzionale di un Consigliere comunale e di quanta scarsa considerazione si abbia di uno dei punti cardini della democrazia: la trasparenza. Dalle parole dell’ing. Maresca – aggiunge la Iaccarino – si arguisce anche un altro passaggio discutibile.

Sulle prime, infatti, non sarebbe stato consentito l’accesso, perché era opportuno ponderare le diverse esigenze: quelle del privato che si era opposto e quelle del pubblico che l’aveva richiesto. Ebbene, come ho avuto modo di dirgli di persona, non c’è nulla da ponderare: prevale il pubblico e basta e di questo il privato e, a questo punto, anche gli uffici se ne debbono fare una ragione.

La mia ostinazione è tesa anche ad evitare che si crei un pericoloso precedente, ossia che possa bastare la voce del privato ad impedire al pubblico –  magari nelle vesti di consigliere comunale – di svolgere il proprio ruolo e ciò specialmente laddove, come nel caso concreto, si sia in presenza di questioni di notevole rilevanza.

Riguardo infine alla circostanza che la on.le Bossa non avrebbe avuto rispetto nei riguardi del Maresca, in considerazione del fatto che egli è stato un elettore del suo partito, be’ credo che l’affermazione finisca per confermare la serietà della stessa Bossa, la quale evidentemente ha dimostrato – ammesso e non concesso che ne fosse a conoscenza – di non guardare in faccia a nessuno. Di fronte ad una segnalazione, peraltro molto circostanziata, non ha avuto un attimo di esitazione ed ha fatto quanto era in suo potere fare.

Insomma tanto di cappello e massima stima. D’altronde, non è neanche vera l’asserita inutilità dell’intervento della Bossa, in quanto, contrariamente a quanto riferito dal funzionario dell’Ufficio tecnico, la Bossa ha scritto al prefetto mercoledì, giorno stesso in cui tale notizia ha fatto il giro della rete.

Giovedì pomeriggio mi hanno chiamato dal Comune per riferirmi che era pronta una comunicazione in cui mi veniva annunciata la possibilità di estrarre copia degli atti in questione, ma che tuttavia avrei dovuto prima attendere che la nota fosse perfezionata non essendo stata ancora sottoscritta dal funzionario. A questo punto come avrà fatto il Maresca a protocollare la comunicazione prima che la Bossa scrivesse al prefetto se la stessa comunicazione ancora giovedì pomeriggio risultava priva di firma?

Questo, come altri aspetti, saranno tuttavia oggetto di una prossima interrogazione consiliare perché ho intenzione di sentire cosa ne pensa la politica di tutto ciò: almeno in Consiglio Comunale dovranno esprimersi!”.