Piano di Sorrento, gli enigmi sull’assegnazione di case popolari: la denuncia di una Cittadina

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La Signora Pina Castellano, che non è una giornalista, ci scrive per segnalare la difficile situazione in cui versa una sua cugina con l’intento di poterla aiutare attraverso la conoscenza del suo caso e incalzando il Sindaco e i Dirigenti Municipali per far luce sul caso. A riguardo il primo cittadino Giovanni Ruggiero ha anche replicato alla Signora Castellano che ha così risposto al Sindaco: “Ringrazio il Sindaco per la doverosa precisazione formale espressa su Telestreet Arcobaleno relativo alle modalità di assegnazione delle case popolari.

Sono certa che rinnoverà l’impegno nell’accertare, segnalare e punire le situazioni di illegalità che sono sotto gli occhi di tutti e che riguardano le succitate assegnazioni di case popolari e comunali, utilizzando lo strumento dell’accertamento a mezzo Polizia Municipale ed Ufficio Tecnico che è nella sola , unica ed esclusiva disponibilità del Comune.

Solo in questo modo, tutte le promesse sinora fatte cesseranno di essere aria fritta”. La signora Castellano preannuncia la presentazione di un esposto, un ricorso al TAR e un’interrogazione consiliare sul caso sollevato.

di Pina Castellano

“Sono rappresentante di un’associazione di volontariato che opera da diversi anni nel nostro territorio e neo eletta presidente del Tavolo di concertazione  del Piano Sociale di Zona – Ambito Territoriale 33. Voglio segnalare una situazione molto triste che sta vivendo una famiglia del comune di Piano da diversi anni. Una famiglia semplice ed umile costituita da tre persone cinquantenni, di cui due invalidi civili al 77% e 79 % e una zia nubile, malata terminale di cancro, che non usufruiscono di reddito e versano in precarie condizioni economiche…

Questa famiglia che abita in un appartamento di due stanze, in un palazzo senza ascensore, da circa sei anni,  è stata illusa dall’Amministrazione Comunale di Piano di avere assegnata una casa popolare, essendo loro primi nella graduatoria.

Caso strano, ogni qualvolta si liberava una casa, e quindi i primi della graduatoria sarebbero dovuti subentrare, immediatamente c’era qualcun altro che faceva ricorso e otteneva l’assegnazione della casa, attraverso sorteggi non comunicati di cui si ignorava l’esistenza, cosi  la situazione si trascinava avanti con nuove promesse aleatorie.

Eppure risulta, da accertamenti fatti e sopraluoghi della polizia comunale, che diverse case popolari non sono abitate, alcune sono occupate illegittimamente e senza titolo da terzi, altre sono state assegnate a famiglie che possiedono  immobili  di proprietà, altre ancora la ereditano anche non essendo parenti o affini, ma solo per aver assistito la persona che l’aveva in assegnazione.

Ovviamente tutti questi casi elencati sarebbero motivi per far decadere l’assegnazione della casa, ma nessuno negli uffici preposti o al di fuori, si occupa di verificare il reale possesso dei requisiti e garantire la legittima  assegnazione agli aventi diritto.

Ma in tutto questo, l’Amministrazione Comunale che dovrebbe tutelare i cittadini, offrendo  le stesse possibilità a tutti,  soprattutto a quelli deboli e indifesi, dov’è? Quale ruolo svolge per offrire assistenza e sostegno a questa e a tante famiglie che vivono la stessa situazione?

Ora le condizioni mediche della malata sono peggiorate, il male si è diffuso e non riesce a reggersi in piedi, per cui è  stato necessario ricorrere ad un ricovero ospedaliero per garantire una maggiore assistenza, ma fino a quanto  potrà restare e quando uscirà come potrà salire a casa se non c’è l’ascensore?

E che dire dei Servizi Sanitari? gli utenti che ne possono usufruire devono avere oltre i 65 anni d’età,chi è più giovane dell’età indicata non ha diritto all’assistenza di personale medico o infermieristico, o di operatori socio-sanitari, deve fare continuamente anticamera fuori agli uffici per poter ritirare materiale sanitario o code negli studi medici per le ricette, deve sperare nell’aiuto di parenti e amici che seguono tutte le pratiche. Come se il malato potesse avere la possibilità di decidere a che età deve ammalarsi ?

Si parla tanto di solidarietà, di partecipazione,ma poi nessuno si interessa veramente degli altri. Prova ne sono gli avvenimenti tristi che hanno caratterizzato negli ultimi tempi il nostro territorio: i suicidi.

Non  sarebbe ora che tutti  dimostriamo un interessamento vero e non mentoniero, che alle promesse false sostituiamo i fatti, che ci adoperiamo per dare sostegno e supporto a questa famiglia in difficoltà,ma soprattutto a garantire la difesa dei loro effettivi diritti,il rispetto di una graduatoria,la trasparenza e la legalita’ degli atti.

Invito gli Amministratori Politici del comune di Piano  a fare finalmente chiarezza sulle assegnazioni delle case popolari, ad effettuare reali e consistenti controlli per evitare che quelli più  furbi approfittino delle situazioni  garantendo,così  i diritti a quelli più deboli.

Invito anche tutta la comunità religiosa ad essere più vicino a queste famiglie, capendo i loro bisogni e le loro necessità, ad esprimere partecipazione e solidarietà, ad impegnarci  rispettando gli altri.

Invito il Terzo Settore, il mondo dell’associazionismo ad offrire sostegno e supporto a questa e a tante altre situazioni di disagio che vivono le famiglie”.