Don Carmine Giudici: oltre al cordoglio ci sia assunzione di responsabilità

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SORRENTO – Una Cattedrale affollata come non mai ha dato l’ultimo saluto a Giovanni Antonetti che, osservandoci dall’al di là, beffardamente avrà commentato: “…Se tutta questa gente mi avesse votato alle ultime elezioni comunali l’IdV mi avrebbe avuto in consiglio comunale!“. La politica era infatti il suo cruccio, il suo impegno, la sua dedizione assoluta, vissuta con un’abnegazione senza eguali e che lo ha portato, lui sorrentino con tradizioni familiari marinare e di albergatore, ad agire sempre fuori dal coro, a sposare le cause di chi non aveva voce o non aveva la possibilità di contrastare il potere. L’approdo all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, presente ed evidentemente commosso oggi alle esequie, è stato naturale e il suo lavoro l’ha portato in prima linea nel contrasto alla malapolitica a Sorrento e in tutta la Penisola Sorrentina, con un’esuberanza che spesso infastidiva anche chi stava dalla sua stessa parte!…

Quella di Antonetti è stata invece una vocazione assoluta che  noi giornalisti eravamo abituati a vivere e a condividere quasi quotidianamente alle prese con i suoi comunicati stampa, con i suoi rapporti dettagliati e documentati, con le sue denunce sempre circostanziate e dirette a responsabilizzare ancora prima che a punire! L’appuntamento mail e telefonico del sabato mattina alle 8, era orami un rito: l’invio della nota, del commento, dell’esposto con la raccomandazione a pubblicarlo, a metterlo ben in evidenza e a commentarlo.

Ci mancherà tanto Antonetti, come amico e come politico genuinamente impegnato sul fronte dei più deboli, a tutela della legalità e del diritto! Ricordiamo l’ultimo, straordinario impegno con il ricorso al TAR Campania per dire no alla decisione del Comune, della Regione, avallata dalla Provincia, di aggregare gli istituti scolastici sorrentini mortificandone storia e professionalità, penalizzando studenti, famiglie e docenti. Ci diceva: “…alla base c’è sempre un interesse politico a fare certe operazioni, ma la legge ci darà ragione!“.

Boxlandia è stato il suo campo di battaglia, l’esempio di un impegno strenuo, isolato ma determinato a contrastare lobby affaristiche dove la politica, e in qualche caso il malaffare, vanno a braccetto! Una battaglia condivisa con altri, pochi, consiglieri, ma tanti amici fra cui Claudio D’Esposito e Fabrizio Geremicca insieme alla stampa, agli opinionisti e a quanti altri nutrivano le stesse preoccupazioni per le sorti della Costiera! E’ stato il censore di boxlandia, l’avversario che tutti i Sindaci si sono ritrovati a combattere in questa difesa ad oltranza del territorio.

Le parole di Don Carmine Giudici assumono allora un significato davvero speciale: dal cordoglio si passi all’assunzione di responsabilità, cioè a condividere il valore di un impegno assolutamente disinteressato al servizio della comunità sorrentina e peninsulare.

Ma questo passaggio è cosa complessa assai, difficile da realizzarsi perchè comporterebbe una svolta radicale nella cultura di governo di questo nostro territorio! Se la morte di Antonetti producesse un tale risultato, un’assunzione generale di responsabilità da parte della classe politica che governa i Comuni della Penisola, allora potremmo dire che nell’estremo sacrificio maturato in un momento di lucida solitudine si compierebbe quel miracolo in grado di dare un senso a questa morte violenta e inaccettabile per tutti coloro che nutrono gli stessi sentimenti di Giò Giò!

Siamo realisti, però: quel cordoglio di circostanza difficilmente si tradurrà nell’assunzione di responsabilità invocata da Don Carmine, perchè le coscienze si sentono appagate dalla formalità, comoda e disimpegnata, che è altra cosa della responsabilità di scegliere e soprattutto di invertire una rotta sbagliata!

La morte di Antonetti lascia un vuoto incolmabile e rappresenta per la Città di Sorrento una perdita gravissima, soprattutto per chi guardava al futuro sapendo di aver in Giò Giò un paladino della legalità, del bene comune in nome del quale era pronto a spendere tutto sè stesso, ad andare contro corrente, a sfidare quel conformismo che riempie le Chiese, ma solo di presenze!

Caro Giovanni, noi continueremo a mantenere alto il livello di vigilanza anche se ci mancheranno le tue  mail, le tue telefonate, le tue sollecitazioni per dare visibilità, e anche merito, non solo al tuo lavoro, ma anche a quello dei tuoi amici di avventura politica che non sempre sono stati alla tua altezza e in qualche caso neanche dalla tua stessa parte! Perchè non è facile essere Giò Antonetti e mantenersi sempre e comunque fuori dai giochi per il bene comune!