Carlo Pane interviene sulla nota di “Penisola 5 Stelle”

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di Carlo Pane

In merito ad una mia dichiarazione secondo la quale il Movimento 5 stelle avrebbe dato sostegno ad una lista, invito a riflettere:
– nella mia dichiarazione a mezzo facebook ho detto semplicemente che, come persona (e quindi come singolo), non essendoci purtroppo candidati 5 stelle, ho deciso di impegnarmi per aiutare la lista Orlando, che reputo a tutt’oggi l’unica in grado di rappresentare i cittadini santanallesi…
– questa dichiarazione ha fatto “scalpore“? Non avrebbe dovuto. Eppure alcuni “attivisti” (e mi permetto di usare le virgolette) hanno avuto, come sempre a che dire, e come sempre, a distanza, rifuggendo ogni pubblico confronto. Hanno addirittura dichiarato che la mia scelta personale va contro i principi del MoVimento, il che è palesemente falso: 1) come già detto, non ci sono candidati 5 stelle; 2) gli stessi 5 stelle hanno sostenuto candidature come quella di grasso (e mi permetterei: dello stesso Rodotà), ad esempio, pur facendo parte di un altro partito

– inviterei pertanto questi “scettici” a rivedere la propria posizione, o quanto meno a farlo in una riunione aperta agli interessati, considerato che il MoVimento locale ha tematiche interne ben più gravi da affrontare, che in parte ho già fatto presente ai veri attivisti e sulle quali vorrei discutere con le persone interessate: la presenza di consiglieri comunali eletti in altre liste all’interno delle discussioni del MoVimento (vedi bacheca penisola 5 stelle );
l’esistenza di un gruppo peninsulare che ha la pretesa di gestire l’intera Penisola, mentre, allo stato dei fatti, non siamo ancora in grado di gestire i singoli comuni (vedi attuale campagna elettorale). Personalmente sono sempre stato d’accordo sul coordinamento, ne esistono tanti e funzionano, ma per avere un senso il coordinamento stesso deve essere costituito di singole cellule (sennò che ti coordini?), che operano a livello comunale, come avviene nelle altre realtà nazionali.

Non è accettabile che ci sia un gruppo omnisciente, in grado di dire: “io rappresento la penisola sorrentina“. Lo leggo, purtroppo, come una gestione unidirezionale, un’entità astratta che, come sta accadendo, non consentirà alle singole realtà locali di aggregarsi e concretizzare l’impegno in un’azione cittadina.