Sant’Agnello, Sagristani: “riparto da quello che ho lasciato cinque anni fa”

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SANT’AGNELLO – Smessa l’armatura del guerriero, il neo sindaco Pietro Sagristani indossa le vesti concilianti di chi sa di avere di fronte un compito non facile e soprattutto di sentirsi gli occhi puntati addosso per le forti aspettative risposte nel suo ritorno alla guida del Comune. Si comincia subito la novità di una conferenza stampa (ne terrà almeno una al mese per dar conto dello stato di avanzamento dei lavori dell’Amministrazione e realizzare quel bilancio sociale condiviso grazie al quale si può misurare il grado di benessere conseguito dal cittadino) per annunciare obiettivi e programma di lavoro, la data del primo consiglio comunale (10 giugno ore 18.30) e la nomina a breve del nuovo esecutivo che lo accompagnerà nella sfida del rilancio di Sant’Agnello.

Ma, lo chiarisce subito, si tratterà di un esecutivo mobile, nel senso che a nessuno sarà garantito il posto fisso in giunta dove gli incarichi ruoteranno di anno in anno aprendo le porte del governo a tutti e sette i consiglieri eletti.

Nessuna indiscrezione sui quattro prescelti per il primo giro di giostra per il quale è fuori discussione la nomina di Clara Accardi che, di fatto oltre che per voti, è la numero uno di questa maggioranza e perciò destinata a entrare da subito nell’esecutivo che andrà a formarsi.

Del resto è la stessa neo-consigliera a rivendicare i propri “…meriti elettorali che non possono essere attributi al solo sistema di voto perchè ho ricevuto anche tante preferenze singole a conferma del rapporto che si è insaturato con la cittadinanza“. Con lei ci saranno di sicuro Antonino Castellano che si posiziona a fianco di Sagristani potendo rivendicare il merito di essere stato il primo a comprendere che l’amministrazione-Orlando non aveva prospettive e che bisognava tornare al passato, cioè a Sagristani.

Da qui la decisione di uscire dalla giunta dando il via al valzer delle poltrone che ha scandito l’intera amministrazione-Orlando fino allo scioglimento del consiglio comunale. Un po’ in ritardo giunge Pasquale Esposito, leader indiscusso di preferenze ai Colli di Fontanelle dove ha raccolto 413 dei 559 voti ottenuti: caso più unico che raro di un consigliere che viene puntualmente eletto solo grazie ai voti che raccoglie in una sezione (la fatidica n°5 ai Colli di Fontanelle)

facendo registrare in tutte le altre una media di 20 voti a conferma di una rappresentatività elettorale circoscritta al bunker dei Colli dove esercita la sua funzione politico-amministrativa che gli consente di permettersi qualsiasi lusso e di tralasciare il resto del paese. Forse anche per questo si è consumata la solita, inutile scaramuccia pre-elettorale su questo seggio collinare che si conferma la spina nel fianco di qualunque tornata elettorale.

Sagristani mette una pietra sopra su tutto quanto è avvenuto prima delle elezioni per vestire i panni del buon padre di famiglia che ha a cuore tutta la cittadinanza santanellese e per la quale è pronto a sacrificare qualsiasi altro interesse (ha annunciato l’uscita dall’UdC e l’abbandono dell’assessorato in Provincia non appena avrà completato l’iter di alcuni programmi avviati) all’insegna della massima trasparenza che imporrà a chiunque lo accompagnerà in questa esperienza di governo della città.

Da qui l’annuncio dell’imminente pubblicazione dei redditi suoi e dei suoi familiari degli ultimi dieci anni e del loro stato patrimoniale “…perchè i cittadini devono sapere tutto su quello che abbiamo dall’inizio alla fine del nostro mandato. Invito i miei Consiglieri a fare altrettanto. Chi in corso di mandato ha comprato case, ha realizzato profitti finanziari è tenuto a spiegarci da dove ha ricavato la propria disponibilità finanziaria: se ha vinto l’enalotto o la lotteria ci farà vedere il numerio del biglietto oppure se ha avuto un’eredità…

Insomma tutto dev’essere trasparente. Inoltre piena attuazione dell’art. 78 del Tuel sulle incompatibilità professionali per chi esercita il mandato pubblico nel proprio Comune e nessun conflitto d’interessi“. Regole chiare, inderogabili con le quali Sagristani intende lanciare un segnale alla gente “…che è stufa della politica e dei privilegi della casta e anche da un piccolo Comune come Sant’Agnello può partire un segnale in questo senso“.

Sulle indennità di carica di sindaco e assessori un altro annuncio: “Devolverò in beneficenza alla Chiesa di San Giuseppe la mia prima indennità e di mese in mese sceglierò a chi donarla. Si tratta di una scelta personale per cui invito i futuri assessori che lo vorranno a fare la stessa cosa“.

Per quanto concerne gli obiettivi d’avvio di legislatura nell’immediata saranno realizzati una serie di interventi nel Paese per restituirgli decoro e  pulizia (a riguardo ha annunciato che l’appalto NU sarà limitato a un anno per trovare un’intesa con gli altri sindaci sulla gestione unica del servizio) mentre metterà mano all’intervento del campo di calcio dovendo reperire, oltre ai circa 800mila euro della Regione Campania, altri 220mila euro dalle casse comunali.

Da qui l’annuncio, rivolto anche ai suoi consiglieri, che saranno tagliate le spese per iniziative turistico-culturali e che le feste e gli eventi si dovranno autofinanziare per mantenere in equilibrio i conti del Comune. Conti che, a onor del vero, Sagristani dichiara di aver trovato in ordine e pertanto il Comune vanta un buon stato di salute finanziario.

C’è però da programmare le opere pubbliche e avviar el’iter di alcuni appalti inspiegabilmente rimasti nel cassetto, ma anche qui Sagristani indulge spiegando che spesso chi amministra è preso dalla gestione quotidiana incalzante dei problemi per cui non riesce a programmare.

Si cambia registro da subito, aggiunge, “…per questo mi piace venire in Comune alle 8, riunirmi e confrontarmi con i dirigenti e pianificare il lavoro in modo che nel resto della giornata è possibile svolgere tutte le altre attività e dedicarsi anche ai cittadini che a ragione reclamano udienza per i loro problemi“.

Sui dirigenti il neo sindaco ha firmato il suo primo atto, peraltro ampiamente annunciato in campagna elettorale: azzeramento di tutte le posizioni dirigenziali che saranno affidate all’indomani dell’insediamento Giunta previa ricognizione sullo stato dell’arte e smontando alcune situazioni di concentramento di potere. “Se è vero che i cittadini pretendono disponibilità dalla politica – è il suo ragionamento – lo stesso deve valere per i funzionari e dirigenti che devono essere al servizio dei cittadini“.

Un segnale forte, quello deciso da Sagristani, spiega come un Sindaco possa restare imbrigliato quotidianamente oltre che dai problemi anche dalle contese del personale e di quelle della politica. “Quando ho concluso il mio secondo mandato – spiega sorridendo – avevao un cassetto pieno di lettere di dimissioni da assessore di Pietro Gnarra che non ho mai preso in considerazione. E’ anche un avviso ai miei consiglieri e futuri assessori ad assolvere con responsabilità al loro mandato e a non scontrarsi sulla gestione“.

Il Sindaco ha lamentato di non aver ricevuto gli auguri dallo sfidante sconfitto (“solo Antonino Coppola mi ha chiamato per farmi gli auguri e gli ho cheisto la loro disponibilità per il consiglio da tenersi il 10: poichè non ho avuto riscontro per me il silenzio equivale all’accettazione!“) proprio per mettersi alle spalle quella che è stata la campagna elettorale e i toni anche alti che l’hanno caratterizzata.

Ad onor del vero va detto che Orlando, nell’epoca della rete e dei social, gli auguri a Sagristani li ha fatti il giorno stesso dello scrutinio col post pubblicato sul suo sito internet dove insieme agli auguri di buon lavoro ha annunciato che svolgerà il suo ruolo di opposizione, costruttiva quanto intransigente, per onorare il voto dei cittadini. Infine l’annuncio di voler attuare con i Sindaci peninsulari una vera gestione comprensoriale “…perchè io sono sempre stato favorevole al Comune unico da Meta a Sorrento e dobbiamo ragionare in questi termini per dare risposte univoche alla popolazione.

Inoltre bisogna dismettere l’Arips e insieme al sindaco Cuomo valuteremo l’ipotesi di entrare come Comune nella Fondazione Sorrento in modo da sviluppare una promozione turistica comune e coerente”. Alla domanda su come intenderà riscrivere i rapporti con la Regione Campania visto che alcuni autorevoli assessori si sono schierati a sostegno della lista avversaria, Sagristani ha replicato sarcastico: “Quando ho visto Sommese a Sant’Agnello con la lista di Orlando, ho capito che avevo già vinto visto che ogni qualvolta è venuto in Penisola si sono sempre perse le elezioni!“

Su www.sorrentochannel.tv è documentata l’intera conferenza stampa per coloro che volessero approfondirne tutti gli aspetti. A seguire un nostro commento sull’esito del voto amministrativo.