Sant’Agnello, per Orlando: “basta sacrifici di aree verdi”

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SANT’AGNELLO – La proposta, contenuta nel programma elettorale di “Sant’Agnello prima di tutto“, di realizzare un PalaExpo nella cittadina costiera, ha scatenato una serie di reazioni negative per l’impatto che ne deriverebbe sull’economia locale. Gian Michele Orlando, avversario di Sagristani, candidato sindaco della lista civica “Liberi e Uguali per Sant’Agnello” interviene sulla questione pronunciando un no deciso a ulteriori sacrifici di aree verdi a Sant’Agnello e proponendo di uniformare la politica urbanistica dell’Amministrazione a una cultura della sostenibilità applicata a tutti gli aspetti della quotidianità.
“Il territorio, il paesaggio, l’ambiente rappresentano il nostro unico e vero patrimonio datoci in prestito dalla natura e da Dio con l’impegno di preservarlo per i nostri figli…
Quindi un’Amministrazione comunale pienamente consapevole del loro valore sul piano sociale ed economico deve operare scelte che mirino innanzitutto a salvaguardarli come risorsa primaria e a valorizzarli in favore del miglioramento della qualità della vita, dell’immagine e dell’offerta turistica.

Siamo perciò contrari a realizzare progetti che abbiano un fortissimo impatto ambientale e che comportino pesanti sacrifici di altre aree verdi sul nostro territorio. Piuttosto dobbiamo improntare tutta l’attività amministrativa per tutelare il residuo patrimonio ambientale e per farlo diventare sempre di più una risorsa attraverso cui si valorizza e si promuove Sant’Agnello accrescendone l’attrattività turistica.

Ed è perciò che quando sento parlare di palaexpo rabbrividisco. Innanzitutto chi lo propone probabilmente non ha mai visitato le fiere e le esposizioni che oggi sono in tutta Europa in  estinzione per la mancanza di interesse degli operatori che attraverso i moderni mezzi di comunicazione sono in tempo reale aggiornati su tutte le novità del settore. Non è un caso infatti che questo progetto, proposto circa quattro anni fa dagli stessi attori nel Comune di Sorrento, venne poi cestinato.

Chi oggi propone di realizzarlo a Sant’Agnello  l’anno scorso lo voleva costruire a Sorrento con le medesime finalità e i medesimi ragionamenti.
Chi ha fatto per ben cinque anni l’Assessore provinciale al Turismo dovrebbe una buona volta capire che i turisti non sono attratti da palazzi fieristici faraonici, piscine megagalattiche, alberghi a sei stelle ma dal mare blu della nostra Penisola, dal verde delle nostre colline, dal profumo dei fiori d’arancio che in questo periodo ancora si avverte per le strade, da un giardino sorrentino, dal sapore dei nostri cibi e dei nostri vini, dalle nostre Chiese, dal nostro artigianato, dai centri storici, dalle nostre tradizioni, dal nostro patrimonio archeologico.

Ecco, proponiamo invece azioni sostenibili dal nostro territorio che è al collasso per la mancanza di spazi verdi e per il traffico oggi insopportabile.
Continuare a stravolgere la fisionomia di quest’area imponendo altri pesanti sacrifici di territorio significa soltanto privarla definitivamente della propria identità, di quell’identità per la quale i turisti di tutto il mondo ancora scelgono di venire nella Penisola Sorrentina per trascorrervi le loro vacanze grazie all’immagine che è stata costruita nel corso dei decenni di Sorrento e che dev’essere sempre più corrispondente al vero e non a una mistificazione della realtà a uso e consumo del business.

La nostra proposta è proprio nel senso inverso: investiamo in cultura, nel paesaggio e nell’ambiente, nella biodiversità”.