Salvati, il vantaggio di non essere candidato…

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di Gianni Salvati

Una delle cose positive di non essere più candidato alle elezioni amministrative (Sant’Agnello) è quella, sicuramente di poter guardare  con occhio più distaccato e di esprimere valutazioni più oggettive su uomini e programmi degli schieramenti, che di qui a lunedì si contenderanno la vittoria per guidare la città. Sono e resto uomo legato a Sagristani e non ho la presunzione di avere il verbo divino ciò nonostante vorrei lasciare la valutazione finale (come sempre!) su quanto espresso all’elettore o al lettore. Guardando e leggendo tutte queste interviste o video interviste una cosa  salta agli occhi evidente: spesso l’intervistato più che esprimere concetti o programmi di interesse pubblico, si bea del proprio narcisismo, stando attento ad apparire (più che essere) agli occhi dell’elettore, migliore di quanto sia in realtà !

Di qui un intercalare monotono, studiato a tavolino, ripetitivo e privo di ogni attrattiva sull’elettore! Ripetizione di concetti sino alla noia, domande scontate cui fanno riscontro risposte stereotipate ! Insomma nessuna vera novità, nemmeno in chi intervista, quasi come un copione teatrale o cinematografico cui fa riscontro una parte mandata giù a memoria!

Per fare un esempio concreto potremmo riferirci alla video intervista all’ex assessore Antonino Coppola, la cui titolazione “Siamo più credibili” mi sembra davvero probante. L’ex assessore, per poco tempo anche vice sindaco di Orlando, incaricato di gestire le trattative della crisi politica nell’ultimo periodo della consiliatura parla di una credibilità politica maggiore rispetto al movimento di Sagristani, quando tra i suoi uomini di punta figura Pietro Gnarra, che al pari di altri consiglieri sfiduciò ed affossò Orlando, per poi pentirsi e ritornare con lui.

Sempre Gnarra fu autore qualche tempo fa di una sortita pubblica con la quale indicò la necessità di rinnovare la classe politica per la stanchezza congenita della popolazione di avere a che fare sempre con la stessa nomenclatura! Esortazione che, unico tra amministratori di entrambi gli schieramenti ho colto, consapevole della giustezza di quelle parole! Io non voglio certamente ergermi a giudice o a primo della classe, ma sicuramente quella parola credibilità non l’avrei usata perché veramente inadeguata e fuori luogo.

Tutto questo per far comprendere  che questo tipo di campagna  elettorale è obsoleto e sicuramente non sposta consensi anzi li fa perdere! La popolazione deve avere altri parametri per valutare l’affidabilità e la credibilità dei propri amministratori valutando parole ed atti anche del passato.

Detto ciò e concludo: ho visto anche la video intervista del padre del bambino affetto da un morbo particolare costretto ad emigrare nella scuola del vicino territorio di Sorrento perché impossibilitato a farlo in S. Agnello. E’ indubbio che in questa vicenda abbiano sbagliato, a mio giudizio,sia la scuola che l’assessorato alla pubblica istruzione, come quello ai servizi sociali e bisogna avere l’onestà intellettuale di ammetterlo.

E qualora i due assessori, ora divisi da schieramenti diversi, abbiano sottovalutato la vicenda (accordando loro anche la buona fede!), il sindaco avrebbe dovuto intervenire, proponendosi come primo interlocutore. Ho parlato con il padre del bambino e secondo me più che l’assistenza al figlio, avrebbe desiderato una risposta franca, pur se negativa ma non sicuramente essere preso in giro, aspettando  interessamenti e soluzioni che poi non vi sono stati!

* ex consigliere comunale di S. Agnello