Piano di Sorrento e la sosta gratuita per i medici di base

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PIANO DI SORRENTO – La decisione assunta dalla Giunta Comunale di riservare la sosta gratuita ai medici di base in servizio domiciliare sta suscitando una serie di valutazioni circa l’opportunità o meno di un provvedimento che agevola una determinata categoria professionale nell’espletamento della propria attività lavorativa. La proposta firmata dal sindaco Giovanni Ruggiero è stata promossa dall’assessore Maurizio Gargiulo che di professione è medico di base, tanto che qualcuno ha ipotizzato un possibile conflitto d’interesse eventualmente ravvisabile solo nell’approvazione della delibera che inevitabilmente produce un effetto in favore dello stesso assessore-medico…

Il problema va però inquadrato nell’ambito della specifica attività di assistenza sanitaria fornita dai medici di base che sempre più raramente svolgono la visita domiciliare. Dato che un qualsiasi cittadino-paziente è in grado di rilevare per diretta esperienza, così come possono testimoniarlo i sanitari ospedalieri che lamentano un eccessivo ricorso al pronto soccorso derivante, ovviamente, dall’assenza di questo filtro utilissimo svolto dai sanitari di famiglia.

Tempo fa intervistando Maurizio D’Amora, direttore generale dell’Asl Na 3 Sud, abbiamo appreso delle tante iniziative messe in campo per ampliare l’offerta di assistenza sanitaria sul territorio anche attraverso la rete delle farmacie che, soprattutto nella Penisola Sorrentina, stanno acquisendo una funzione di assistenza diretta per i diversi e nuovi servizi (fra i quali anche il pronto intervento con defibrillatore nei casi di arresto cardiocircolatorio) di cui si stanno dotando.

Questo problema della sosta privilegiata però non è emerso, nè è stato individuato dal massimo responsabile dell’organizzazione sanitaria come un’agevolazione utile a ulteriormente qualificare il servizio. Ci sarebbero del resto anche altre attività professionali interessate a godere di questo tipo di agevolazione!

Nè si comprende come la polizia municipale possa effettuare eventuali controlli sul professionista in servizio domiciliare una volta individuata l’auto in sosta con contrassegno. Forse aspettando che il medico ritorni a prelevare l’auto per chiedergli conto dove e presso chi abbia effettuato la sua prestazione (ci sono problemi di privacy?) e se trattasi di un paziente assistito dal sanitario in questione?

E’ evidente che ciò non avverrà e che quindi l’uso legittimo del contrassegno è lasciato alla sola discrezione del medico. Se il provvedimento servisse a far aumentare il numero delle visite domiciliari da parte dei medici di base (utile sarebbe monitorare questa specifica attività e dare conto dei numeri) sicuramente potrebbe essere salutato favorevolmente. Crediamo però che trattasi di una vana speranza col risultato di trasformarlo in un ennesimo privilegio ad castam…