L’Italia non è più artefice del proprio destino…aspettando le elezioni in Germania

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di Santolo Cannavale

“L’euro rischia non solo di affondare ma di trascinare con sé nel baratro la costruzione europea faticosamente portata avanti come unione fra eguali, che invece è diventata un braccio di ferro fra creditori e debitori, con i primi che impongono i loro dettami“.
Concordo con il pensiero di Soros. “La tregua dei mercati verso l’Italia non durerà a lungo. Siamo in una situazione lontana dall’equilibrio“. Questi convincimenti di Soros sono evidenziati in una sua intervista concessa a La Stampa e la Repubblica. George Soros va ascoltato nonostante le sue ricorrenti “scorribande speculative” che, in qualche caso hanno messo a repentaglio la solidità e sopravvivenza di alcuni Stati nazionali. Il finanziere di origini ungheresi va ascoltato proprio per la sua capacità di individuare e definire con largo anticipo i punti di debolezza finanziaria e strutturale dei Paesi e delle economie sotto osservazione.

A mio avviso, tutto sarà (relativamente) tranquillo fino al 22 Settembre 2013, data delle elezioni in Germania. La Germania in questa fase preelettorale ha bisogno di calma in Europa. La calma si ottiene abbastanza facilmente comprando titoli di Stato europei ed in particolare quelli italiani. L’Italia, lo rammento a me stesso, ha il più grande debito pubblico dell’Europa comunitaria (27 Paesi), pari a 2.000 miliardi di euro.

L’assorbimento – temporaneo e ben retribuito per i tedeschi e per gli investitori in genere – di nostri titoli di Stato consente al Ministero dell’Economia di finanziare agevolmente le spese essenziali del nostro Paese: cassa integrazione, stipendi pubblici, pensioni, sanità, apparato di difesa, rimborsi elettorali ai partiti, finanziamento della politica nel suo complesso, ecc..
Consente così di tenere “tranquilla la piazza” e di far apparire meno gravosi, magari rinviandoli, problemi complessi e di non facile soluzione, tra questi il costo del debito pubblico italiano pari a circa 100 miliardi di euro all’anno, il sostanziale blocco dell’attività produttiva nazionale e la crescente disoccupazione, in particolare quella giovanile.

Una domanda dobbiamo rivolgere anche a noi stessi: cosa è cambiato in Italia negli ultimi mesi, quali provvedimenti significativi sono stati adottati da Governo e Parlamento per giustificare il calo dello “spread” (261 punti il dato odierno) tra titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi?

La risposta, come sopra argomentato, è l’acquisto massiccio dall’esterno di titoli di Stato italiani per l’allettante rendimento assicurato. D’altro canto l’attuale Governo italiano per la sua infelice genesi e composizione e per la sua presumibile incapacità progettuale ed operativa, potrà fare molto poco per l’avvio a soluzione di problemi rilevanti e politicamente impegnativi. Probabilmente sarà autobloccante.

Gli italiani possono solo sperare che l’Esecutivo a guida Letta-Alfano non aggravi i problemi rendendoli ancora più complicati.
Ad ottobre, dopo le elezioni tedesche, molto probabilmente ci verrà chiesto il conto di questa “temporanea vacanza governativa e decisionale”. A questo dovrà porre rimedio il Governo che, con molta probabilità, sortirà dalle nuove, anticipate elezioni autunnali.

Eugenio Occorsio di Repubblica, nella sua intervista a George Soros, chiede specificamente: Secondo lei che impersona “i mercati”, reggerà la tregua sull’Italia?
La risposta di Soros: «Dovrei risponderle da speculatore che lo so ma non lo dico. La verità è che non credo: troppe tensioni gravano sul vostro Paese, con un effetto non secondario, una tragedia nella tragedia: tornano in auge Berlusconi e tutti gli euroscettici.

Il problema è europeo. L’euro rischia non solo di affondare ma di trascinare con sé nel baratro la costruzione europea faticosamente portata avanti come unione fra eguali, che invece è diventata un braccio di ferro fra creditori e debitori, con i primi che impongono i loro dettami».