La condanna di Berlusconi e la crisi del PD

Stampa

La sentenza del Tribunale di Milano che, in appello, ha condannato Silvio Berlusconi alla pena di 4 anni di reclusione e a 5 anni di sospensione dai pubblici uffici conferma la sentenza di primo grado e scatena la bagarre politica del PdL che si prepara a scendere in piazza a Brescia per accusare i giudici di persecuzione giudiziaria nei confronti del loro leader il quale, dal canto suo, finge di tirare il freno, di rinunciare alla presidenza della Convenzione per la riforma dello Stato. Confida nella Cassazione dove, evidentemente, qualcuno potrebbe avergli promesso un “ricominciamo daccapo” destinato a far morire il processo. Intanto Berlusconi dovrebbe decadere dai pubblici uffici, ma non si comprende quale Parlamento e quali forze politiche potranno dar seguito agli effetti della sentenza…

Nel frattempo Berlusconi ha incassato risultati straordinari sul piano del governo, dove praticamente detta legge, delle Commissioni parlamentari dove ha sistemato fedelissimi (Nitto Palma), inquisiti (Roberto Formigoni) e falsi oppositori (La Russa) dopo aver praticamente distrutto il PD che, se andasse oggi alle urne, otterrebbe neanche un 10% dei consensi.

Sconfitti uno dopo l’altro tutti i leader della sinistra o del centro-sinistra, questi sono alle prese con la successione a un Bersani che è stato capace di sbagliare tutto, ma proprio tutto da quando è alla guida di un Partito che ha dimostrato di perseguire più il potere che di voler liberare l’Italia dall’ossessione berlusconiana. Chi ha votato per il PD si trova ad aver premiato il PDL e questo basta e avanza per non commettere più questo errore per il futuro.

Stasera alle 20, presso il Centro Culturale Comunale a Piano di Sorrento, si riuniscono gli stati generali del PD peninsulare proprio per discutere di questi temi e per inviare un documento-proposta a Roma prima dell’assise che sceglierà il segretario reggente fino al congresso! Sarà interessante (?) capire come stanno le cose nella base anche a livello territoriale.