Vico Equense: WWF, il Faito trasformato in deposito di amianto

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VICO EQUENSE – Si tratta di una vera e propria bomba ecologica e a segnalare con un’articolata denuncia il caso all’autorità giudiziaria è ancora una volta il WWF della Penisola Sorrentina che con nota inviata alla Procura di Torre Annunziata, al Comando Compagnia Carabinieri, al Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia, all’A.S.L. NA3SUD, all’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari e all’Area Difesa del Suolo della Regione Campania, ha denunciato il pericoloso abbandono di materiali in amianto sul Monte Faito nel Comune di Vico Equense all’interno del Parco Regionale dei Monti Lattari. Sulla via Strada Alta del Faito, al bivio dell’ex-caserma dei carabinieri imboccando una stradina che si dirama in discesa sulla destra, a circa 50 metri al termine del muretto della carreggiata, sono visibili nella scarpata sottostante, parzialmente occultati alla vista dagli aghi di pino del sottobosco, notevoli quantità di manufatti in amianto.

“L’abitudine a disfarsi di tali pericolosi materiali abbandonandoli nei boschi del monte Faito – dichiara Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – sembrerebbe una usanza difficile a sconfiggersi! Complice la scarsa frequentazione della montagna per la gran parte dell’anno, l’isolatezza dei luoghi e la quasi totale assenza di controlli da parte delle forze dell’ordine in un Parco Regionale, quello dei Monti Lattari, che se sulla carta esiste ormai da anni, e nelle guide patinate mostra tutta la straordinaria bellezza della sua biodiversità, di fatto invece appare inesistente in quanto a gestione e controlli.

E allora abusivisti, tagliatori di legna, bracconieri e inquinatori trovano campo libero per le loro distruttive e illegali gesta … nella certezza di rimanere impuniti! L’enorme quantità di amianto rinvenuto da alcuni cittadini, ormai sepolto dagli aghi di pino e in avanzato stato di disgregazione, è stato prontamente segnalato 3 mesi fa agli amministratori ed al Sindaco del comune di Vico ma senza sortire alcun effetto!

I cittadini allora, come spesso accade, si sono rivolti al WWF, che ha prontamente effettuato un sopralluogo con i suoi volontari documentando i fatti: i pericolosi rifiuti appaiono sparsi nel sottobosco nascosti dalla vegetazione e in alcuni punti formano enormi cumuli. La zona inquinata da detto materiale si trova nei pressi della  strada carrabile e di abitazioni. In tutta l’area adiacente il bosco è divenuto ricettacolo di rifiuti più vari… è addirittura visibile a margine della carreggiata, rotolato giù dalla montagna con le piogge, un grosso bidone arruginito contenente catrame.”

Cosiderata la portata altamente tossica del materiale in amianto a causa delle fibre e della polvere di asbesto estremamente pericolose per la salute umana, il rischio che i manufatti in amianto possano con la loro progressiva disgregazione, causata dall’esposizione agli agenti atmosferici e dal contatto diretto col suolo, andare a contaminare l’ambiente circostante, con l’aggravante della presenza nelle immediate adiacenze di canali di scolo delle acque meteoriche, il WWF ha chiesto un immediato intervento atto ad accertare fatti e responsabilità e ad ottenere l’immediata bonifica del sito segnalato e, inoltre, visto il perpetrarsi nell’area di tali illeciti e pericolosi comportamenti, l’adozione di ogni misura, anche attraverso sistemi di videosorveglianza, necessaria ad evitare che il Monte Faito sia trasformato, così come oggi avviene, in una discarica a cielo aperto.