Sant’Agnello alle urne…E Gnarra si inventa rottamatore!

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SANT’AGNELLO – Che il dottor Pietro Gnarra in vista del traguardo della formazione delle liste decidesse di indossare le vesti del “rottamatore” della politica santanellese l’abbiamo scoperto grazie a Metropolis e al servizio di Salvatore Dare che ci offre un’immagine inedita dell’ex vice sindaco dell’Amministrazione-Orlando e che firmò per l’autoscioglimento del consiglio comunale insieme ai “sagristani boys” per poi successivamente tornare sui propri passi e riagganciare l’ex sindaco Gianmichele Orlando che da tre mesi è alle prese con il rebus della ricandidatura. Sarà o non sarà lui l’avversario di Sagristani che punta dritto a riconquistare il Comune dopo la parentesi-Orlando?
Nei giorni di Pasqua lo schieramento che, per comodità, indichiamo come quell0 di Orlando, si è confrontato e ha discusso per giungere a una soluzione condivisa sulla scelta del candidato sindaco. Soltanto pochi giorni fa lo stesso Gnarra annunciò ad alcuni cronisti che l’accordo era stato in via di massima raggiunto e che si trattava di definire i dettagli prima di ufficializzare la candidatura.

L’intervista a tutta pagina su Metropolis ha sicuramente spiazzato tutti, anche perchè non si riescono a comprendere le ragioni di certi continui cambi di posizione, ancora di più se, come sembra, è stato raggiunto un serio accordo anche con Giuseppe Coppola ’71 e la squadra sarebbe di fatto già bella è pronta!

Misteri della politica santanellese, direbbe qualcuno, tant’è che impazzano anche altre improbabili iniziative di aspiranti candidati sindaci che mirano a far parlare di sè come di possibili candidati in un Paese dove di veri candidati per una competizione elettorale all’ultimo sangue non è che ne abbondino! Quella della rottamazione proposta da Gnarra è un’idea suggestiva, ma impraticabile perchè dovrebbe riguardare in partenza almeno tutti coloro che si sono dimessi provocando il commissariamento del Comune.

Inoltre dovrebbe essere come un “disarmo”: cioè “bilaterale” per avere un senso! Invece sullo sfondo si prospettano soltanto altri cinque anni di “casini” per mano dei soliti noti che alla fine tirano le leve del mercato del consenso! Il cambiamento lo si pratica, non lo si predica…Invocarlo ora, forse, è solo un modo per sparigliare il gioco. Cui prodest?