A Piano di Sorrento “operazione trasparenza” sui grossi progetti

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PIANO DI SORRENTO – Si deve al WWF della Penisola Sorrentina, guidato da Claudio D’Esposito, se si sono accesi i riflettori della pubblica opinione sulla cosiddetta “Operazione Finalco SpA” nel pieno centro cittadino dove alcune settimane fa sono stati rimossi oltre 1000 mq di  amianto che costituivano la copertura dei capannoni che si ergono imponenti nell’ampio e antico cantiere. A mobilitare l’Associazione ambientalista sono state le preoccupazioni suscitate dal complesso intervento tecnico che, sulla base delle verifiche svolte, è stato portato a termine nell’assoluto rispetto della normativa vigente in materia e da una ditta altamente specializzata, circostanza che dovrebbe per lo meno garantire che non ne sono derivati danni all’ambiente. Nè poteva essere altrimenti trattandosi di una mega rimozione.

Qui si chiude un capitolo, ma se ne apre un altro molto, se non addirittura, più importante di cui oltre al WWF se ne è interessata anche la consigliera di minoranza indipendente Anna Iaccarino e l’informazione opportunamente compulsata…

Che cosa verrà realizzato in quest’area tenendo presente che esiste un’autorizzazione comunale rilasciata nel 2008 e rinnovata nel 2011 sulla cui attuale validità è aperta la querelle? Si parla della costruzione di un Centro Commerciale che richiama al modello de “La Cartiera” di Pompei, un multipiani con parcheggi interrati e con una straordinaria prossimità alla Circumvesuviana che ne farebbero una location commerciale altamente competitiva in grado di frenare la sempre più diffusa tendenza dei consumatori a recarsi nei grossi centri per i loro acquisti.

Per ora si tratta di supposizioni, di notizie apparse sulla stampa e di informazioni generiche le quali richiedono verifiche e risposte chiare sia da parte dell’Amministrazione Comunale, sia della stessa Società Finalco se si considera lo straordinario impatto che un tale intervento produrrà sull’economia del paese.

Se teniamo presente che la stessa Amministrazione ha in cantiere anche la realizzazione del project financing di Piazza Mercato dove nascerebbe un più o meno analogo centro commerciale, allora l’esigenza di trasparenza su queste operazioni è un obbligo morale ineludibile, ancor prima che politico. Sulla legittimità amministrativa degli interventi e sulla regolarità o meno di procedure e di permessi se ne occupino gli addetti ai lavori e le autorità preposte.

Per quanto concerne invece l’opportunità politica di realizzare questi interventi così impattanti sull’identità e soprattutto sulla fisionomia produttiva del Paese occorre avviare una seria discussione nell’interesse di tutte le parti, anche dei privati che investono. Qui in ballo ci sono i destini di un’intera comunità e delle nuove generazioni in una dimensione di sostenibilità da garantirsi!