Napolitano rieletto presidente con 738 voti

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E’ la prima volta che un presidente della repubblica italiana viene rieletto per un secondo mandato e il partenopeo Giorgio Napolitano, 88 anni, assurge per la seconda volta al Quirinale per scongiurare una crisi istituzionale senza precedenti e dagli sbocchi imprevedibili. Con i 738 voti di PD, PDL, Scelta Civica e Lega il Napolitano-bis si è materializzaro al sesto scrutinio mentre il M5S ha votasto Stefano Rodotà presidiando la piazza di Montecitorio in forte contestazione contro la decisione del Parlamento e dei Grandi Elettori…

Napolitano e la sua rielezione a Presidente

Lunedì Napolitano presterà giuramento dopodichè affiderà l’incarico a una personalità politica di sua fiducia per formare il nuovo governo che, si presume, sia stato già concordato tra i leader che hanno sbloccato lo stallo del Quirinale. Si apre una stagione d’emergenza sotto l’egida quirinalizia con la prospettiva di un governo che riformi la legge elettorale, adotti alcune importanti riforme costituzionali e provvedimenti in materia di economia per andare a nuove elezioni politiche e, subito dopo, a nuove elezioni del Capo dello Stato.

La strategie del Movimento 5 Stelle alla distanza non ha retto e i Grillini escono dai giochi della politica forse per essere andato troppo oltre nello scontro con tutti! Vince questa partita Silvio Berlusconi che si prepara alle elezioni per tornare alla guida del Governo.

“La rielezione di Napolitano al Quirinale offre, per la grande generosità ed il senso di responsabilità del presidente, una via di uscita alla crisi politica italiana – commenta Raffaele Lauro del Movimento No all’Azzardo-Salviamo l’Italia – ma conferma, in maniera inequivocabile, il fallimento e la dissoluzione dei vecchi partiti, nessuno escluso, che saranno spazzati via alle prossime elezioni.

Ora un governo del presidente, di alto profilo istituzionale, si presenti subito alle camere, con un programma in pochi punti, che affronti la riforma elettorale e l’emergenza economica, prima di ritornare, di nuovo, alla sovranità del popolo“.