Benvenuto On.le Letta…Ma faccia prestissimo!

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di Gaetano Mastellone

“Non c’è più tempo,…senza crescita l’Italia è perduta”. Con queste parole il presidente del Consiglio Enrico Letta si è rivolto ai deputati nel discorso introduttivo al voto di fiducia. Il messaggio “lanciato alla nazione” è apparso molto “bonario”, ricco di melassa. Si è visto l’abilità dialettica di una persona cresciuto nella vecchia “Scuola democristiana”. Ma oggi, caro Premier, serve altro: serve assoluta chiarezza. Lei ha delineato i punti che elencherò di seguito, la melassa che mangeranno gli italiani. Ma non ha affatto indicato le “fonti di finanziamento”! Una dimenticanza? No, è perché in questa prima fase deve fare il buonista. Quindi nessun cenno chiaro, invece, sulla manovra prossima ventura sul rifinanziamento indispensabile della Cassa integrazione guadagni e delle missioni internazionali all’estero…

Così, volendo fare i ragionieri, si potrebbe dire che si è evitato di ricordare o stimare l’ammontare delle coperture finanziarie necessarie e si è evitato di indicare le coperture finanziarie per le maggiori spese e le minori entrate annunciate. La “tanto amata Europa” condividerà? Io, volendo fare il ragioniere, penso che uno più uno fa due!

Quindi tutte le “retrocessioni” annunciate per noi italiani dovranno avere le necessarie coperture; a meno che lei, e tutti quelli della politica, non siate in grado di “auto eliminarvi” nel numero dei parlamentari, di eliminare le province, di eliminare i benefici, di assottigliare le spese del Quirinale e dello Stato etc. etc. perché, in difetto, non vorrei avere la “sorpresina” della patrimoniale sui depositi!

Se proprio la dovete fare colpiti i “grandi”! I piccoli hanno già dato, e tanto. I cittadini hanno pagato pene amare. Caro Letta lei lo sa che la regione Campania, anzi i Cittadini della regione, nonostante siano i più poveri ed i più colpiti dalla crisi sono quelli che pagano più tasse locali del resto d’Italia? I pensionati hanno pagato di Irpef & Addizionale + 100 euro, gli operai + 125, gli impiegati + 177, i quadri + 436! Vediamo, ed aspettiamo, sul come si muoverà; ma faccia prestissimo! Sviluppo, crescita e meno tasse.

Il programma del neo Premier Letta. Ora esaminiamo quindi il suo programma punto per punto.
• Lavoro: ossia la “prima priorità” del suo governo; lei promette, “Bisogna ridurre le restrizioni ai contratti a termine, aiuteremo le imprese ad assumere giovani a tempo indeterminato in una politica generale di riduzione del costo del lavoro. Non bastano gli incentivi monetari” e punta ad investimenti su ambiente e tecnologia.

• Imu: lei ha intenzione di riformare la tassazione sulla prima casa, partendo con uno stop dei pagamenti di giugno “in vista di una riforma complessiva” e ha sottolineato la necessità di “una politica fiscale della casa che limiti gli effetti recessivi sull’edilizia”.

Intanto nelle ultime ore è intervenuto anche Franceschini, ministro per i rapporti con il Parlamento, che ha voluto specificare che l’Imu non verrà tolta, ma ci sarà solo una proroga per la data di giugno e ha sottolineato, “Ci siamo appena insediati, ma la prossima settimana vareremo un provvedimento apposito. È comunque nostra intenzione evitare decreti legge omnibus”.

• Esodati: il dramma degli esodati, ereditato dalla Fornero; a tal proposito, lei premier ha affermato, “Con la vicenda degli esodati la comunità nazionale ha rotto un patto: bisogna trovare una soluzione strutturale. È un impegno prioritario di questo governo ristabilire la situazione”.

• Province: secondo quel che ha detto le Province vanno abolite immediatamente, in quanto è necessario “ridurre i costi dello Stato, valorizzare i comuni e regioni in un’ottica di alleanza, chiudere la partita sul federalismo fiscale rivedendo il rapporto tra centro e periferia”. Noi non vediamo l’ora che ciò avvenga! Restiamo in vigile attesa.

• Legge elettorale: mai più al voto con il Porcellum. Questa la promessa e aggiungendo una riflessione personale, lei ha dichiarato, “Migliore della legge attuale sarebbe almeno il ripristino della legge elettorale precedente”.

• Occupazione femminile: qui bisogna fare molto, molto, di più, “La maggiore presenza delle donne nella vita economica, sociale e politica dà straordinari contributi, ma siamo lontani dagli obiettivi europei: non siamo ancora un paese delle pari opportunità”.

• Governo pro-Europa: altra priorità del governo Letta, lei ha promesso che, “Se avrò la vostra fiducia visiterò in un unico viaggio Bruxelles, Parigi e Berlino per dare subito il segno che il nostro è un governo europeista”.

Almeno quest’ultima promessa del “viaggio europeo” l’ha mantenuta in quanto oggi, 30/4/2013 lei è in partenza. Letta può sorridere, per ora. Ma i nodi prima o poi dovranno ben venire al pettine, e la matematica e i conti non conoscono larghe intese né senso di responsabilità.