Se pure il PD vuole il condono edilizio… L’annuncio di Cimmino

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Luigi Cimmino

Luigi Cimmino è il segretario provinciale di Napoli del Partito Democratico e oggi sfata un tabù della sinistra: vogliamo il condono edilizio. Anzi: se non fossimo apparsi come quelli che ostacolano la sanatoria degli abusi di necessità non avremmo regalato tanti voti alla destra. Questa riflessione Cimmino l’ha consegnata oggi a Repubblica Napoli nell’ambito di un’intervista-disamina sulle difficoltà in cui versa l’Amministrazione del sindaco De Magistris, quello che è succeduto ai governi cittadini Bassolino-Jervolino tanto per intendersi e che oggi incassano condanne per la malagestione che hanno alimentato tra gli osanna e gli evviva di un ceto politico assurto a livello nazionale ed europeo…

Su Bassolino, all’epoca presidente della Regione Campania, Cimmino fa ricadere la responsabilità della mancata applicazione della legge sul condono edilizio 2003 a seguito dell’opposizione che ne ha di fatto impedito l’applicazione in Campania. Praticamente affermandosi il principio che in materia urbanistica e quindi di applicazione delle relative norme è competente la Regione e non già lo Stato. Circostanza acclarata e che di fatto ha sin qui impedito a chi volesse sovvertire la legge di applicare il condono, peraltro in aree sottoposte a vincoli ubanistico-paesaggistici rilevanti. Dichiara testualmente Cimmino: “…Altro grande errore è stata la campagna contro il condono edilizio. Siamo chiari. Io non condivido i condoni edilizi. Ma se c’è una legge nazionale fatta dal Parlamento, dobbiamo applicarla, ci piaccia o no! Invece l’unica Regione che presentò ricorso fu la Campania….Riguardo al condono noi siamo apparsi come quelli che combattevano non le speculazioni edilizie, ma gli abusi di necessità…“. Si tratta di una presa di posizione nuova e destinata a produrre effetti rilevanti anche sul piano politico perchè rinnega uno dei pilastri della cultura urbanistico-ambientalista della sinistra che viene assimilata, su un argomento così delicato e complesso, alla posizione del PDL! Poi ci si chiede perchè la sinistra e il PD continuino a perdere voti vittime di un’emorragia di consensi del proprio elettorato di riferimento che sicuramente non può più riconoscersi in posizioni di comodo! Che senso ha aver predicato per non praticarla la tutela del territorio dalle speculazioni che sempre di più ingrassano i business di malavita e malapolitica che vanno a braccetto quando si parla di cemento? I danni al territorio, all’ambiente, alla salute nell’area napoletana e campana sono antichi, ma trovano anche nei governi della sinistra enormi responsabilità. Basta guardarsi attorno per rendersi conto di che cosa ha prodotto la cultura dell’assenza di pianificazione urbanistica da parte degli enti locali con tutte le pesanti conseguenze che ne sono derivate, ne derivano e ne deriveranno per un territorio maltrattato oltre ogni decenza e per decenni  e decenni! La risposta agli abusi di necessità (che sono sempre in percentuale ridotta rispetto a tutti gli altri) è il buon governo dei territori, la redazione di piani urbanistici e regolatori che, uniti alla vigilanza e alla repressione delle speculazioni, consentano uno sviluppo armonico e coerente delle diverse realtà territoriali sulla base di un progetto di quello che dev’essere una realtà, piccola o grande che sia! Se prevale la cultura della sanatoria, essa pérmea le coscienze e rende inattuabile quella cultura del diritto e del rispetto della legalità che sono il fondamento della nostra civiltà e che il berlusconismo ha cancellato dal vocabolario. Se il segretario del PD napoletano è giunto a tanto, allora veramente questo PD ha le ore contate e per il Movimento 5 Stelle, che in materia di ambiente e territorio non transige, si tratta soltanto di aspettare il prossimo turno elettorale.