A Sorrento chiude “La Capsa”: il disappunto di Fiorentino, la crisi delle librerie

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SORRENTO – A un attento osservatore di quel che avviene in città qual è Rosario Fiorentino non poteva sfuggire la chiusura della storica libreria sorrentina “La Capsa” su Corso Italia. Scrive Fiorentino: “In questi giorni dopo tanti anni ha chiuso la libreria La Capsa. Silenzio da parte di tutti. Docenti, ragazzi, ppassionati di lettura ed i tanti che si dilettano tutte le settimane a parlare di storia locale, a fare libri,  presentare libri. Ebbene nessuna voce fuori dal coro. Un vero schifo. Ma perchè in una citta come la nostra che mobilita tante anime pie, con un Comune che spende fondi e soldi per Torquato Tasso e non solo, cancella la destinazione del locale in Piazza Veniero a libreria che poteva essere un vanto per la citta, sembra che devono inventarsi qualcosa per accontentare il figlio di un pubblico amministratore che non si capisce bene cosa dovrà fare.

Cosa si puo aspettare da una citta che cancella una libreria, un’altra chiude sapendo che chi oggi continua a venere libri bisogna fargli una statua…
Invece silenziosa parte dei farisei e dei mercenari che chiedono alla Vesuviana spazi per chissà quale attivita o promuovono società per accaparrassi quale bene pubblico? Non basta le rapine organizzate fino ad oggi ai danni della collettività.

Con vero dispiacere ho visto la libreria chiusa e voi?” Tra i numerosi commenti al post di Fiorentino evidenziamo quello della scrittrice Cecilia Coppola, presidente dell’Associazione Cypraea: “Un sindaco giovane ed innovatore insieme alla giunta dovrebbe assolutamente difendere nel suo paese soprattutto la Scuola e la Cultura anche nel senso di diffusione.

Una libreria che chiude nella nostra Sorrento significa che un altro tassello importante della città muore. Una libreria non deve diventare memoria del passato, ma energia del futuro! Mi auguro che La Capsa riapra e che il vento e il profumo di una Primavera letteraria riporti i profumi del sapere e dell’informazione a tutti noi“.

In effetti la crisi si è abbattuta in modo pesante sul settore della cultura e in particolare le librerie stanno vivendo un momento molto difficile che quasi sempre porta alla chiusura dell’attività come già lo evidenziava qualche mese fa Luigi De Rosa titolare della Libreria “L’Indice“.

Provate ad immaginare una città o un comune senza una libreria, senza un luogo dove è possibile “acquistare conoscenza e cultura“. Eppure in Penisola Sorrentina da qualche anno a questa parte presentare libri in chiave di eventi è diventata una moda che impegna svariati personaggi desiderosi di protagonismo e gli Enti locali addirittura ne hanno fatto una vera e propria attività di promozione.

Eppure di libri non se ne acquistano se non marginalmente e abbiamo chiesto a un cultore di libri e di storia locale, l’avv. Nino Cuomo, quale fosse la ragione per cui se da un lato si presentano tanti libri dall’altro però nessuno li  acquista! Lapidaria è stata la risposta di Cuomo: “Li vogliono essere regalati!“.

Ha fatto bene Rosario Fiorentino a segnalare il caso de La Capsa e auspichiamo che i tanti Assessori alla cultura sempre pronti ad esibirsi in eventi e presentazioni si interroghino su questo problema che investe gli interessi generali del territorio e sappiano escogitare qualche idea intelligente e innovativa.

Per esempio negli anni tra il ’92-’93 e seguenti la crisi del settore cinematografico rischiava di veder dismesso il Cine-Teatro “Delle Rose” a Piano di Sorrento eventualità che, se si fosse concretizzata dinnanzi a oggettive difficoltà di gestione della struttura, avrebbe privato il Paese e l’intera penisola sorrentina di un centro culturale importantissimo. In quella stagione il ruolo svolto dal Comune di Piano di Sorrento per scongiurare la chiusura della sala cinematografica fu determinante grazie alla dissponibiltià della proprietà e del gestore dell’epoca.

I risultati si sono visti quando negli anni successivi si è avuta una ripresa dovuta a una nuova gestione che ha saputo intercettare il nuovo trend del mercato e introdurre innovazione e diversificazione dell’offerta. Queste cose, però, si dimenticano troppo presto…Allora salviamo le nostre librerie perchè senza di esse i nostri paesi e relative comunità diventano ancora più ignoranti!