A proposito della crisi delle librerie…

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di Alessandro Lauro

Gentile direttore,

mi inserisco in questa discussione come addetto ai lavori che ha la fortuna di svolgere uno dei lavori più belli del mondo. La crisi delle librerie e dell’editoria è molto complessa ed è legato a diversi fattori. Sicuramente le librerie indipendenti soffrono di più la crisi, anche per i costi troppo alti dei fitti che di questi tempi sono una vera mannaia sui pochi margini di guadagno che prevede questo settore. A questo va anche aggiunto che – nel territorio nazionale – non sempre tutti i librai hanno l’occasione di avere una vera e propria formazione che insegni il mestiere “a bottega” e che sappia trasmettere anche capacità di gestione economica.

Le librerie dovrebbero investire di più sulla formazione dei librai che sono veri e propri operatori della conoscenza, capaci di gestire un’attività economica, che siano competenti, umili e accoglienti. Artigiani della cultura…

Non sono di certo gli ebook (che coprono attualmente tra l’1 -2 % del mercato italiano) ad affossare le librerie, ma soprattutto le librerie online che garantiscono tempestività e un vastissimo assortimento che sono più appetibili di librerie sguarinite e incapaci di creare nuovi servizi alla clientela.

A questo va aggiunto che siamo tra i primi come produzione di nuovi titoli annui ma che in Europa siamo terz’ultimi come lettori. Di chi la colpa? sicuramente bisogna investire nelle scuole per incentivare la lettura, nelle biblioteche e nelle famiglie. Dove ci sono libri lì ci sono più possibilità di veder nascere nuovi lettori. L’editoria è anch’esso un mondo in evoluzione e che stasubendo veloci e numerosi cambiamenti. Anche qui è la politica che deve fare la sua parte e farla bene.

Un paese senza i presìdi delle librerie è sicuramente un paese più povero e più a rischio dittatura, dolce o dure che sia, più o meno velata che sia, ma pur sempre mancanza di libertà.