Sant’Agnello alle urne, entro il 27 aprile le liste…

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SANT’AGNELLO – La presentazione delle liste per la tornata elettorale di maggio avrà luogo nei giorni del 26 e 27 aprile, entro le ore 12. Esattamente un mese dopo, domenica 26 e lunedì 27 maggio, si voterà per eleggere il nuovo consiglio comunale dopo 7/8 mesi di gestione commissariale determinata dall’autoscioglimento del consiglio. Intanto S.Agnello sperimenterà per primo le nuove norme che disciplinano l’elezione degli organi: si passa dagli attuali 16 consiglieri oltre al sindaco a 10 consiglieri oltre al sindaco. Praticamente si sono volatilizzate 6 poltrone in consiglio e 2 nella giunta dove obbligatoriamente dovrà essere nominata almeno una donna.

Un’ulteriore “sacrificio” che viene imposto a un personale politico che si appresta a vivere questo momento elettorale con qualche preoccupazione rispetto almeno agli ultimi 15 anni visto che l’esito delle urne per le ultime tre amministrazioni era di fatto scontato in partenza e i contendenti non hanno “familiarità” con una competizione elettorale vera in cui ci saranno un vincitore e uno sconfitto.

La novità, per quanto concerne le candidature, è anche nel “rapporto di genere“, quello cioè tra candidai maschi e femmine. Ancora sembrano esserci dubbi se il rapporto dev’essere di 7 a 3 o di 6 a 4, ma la seconda ipotesi sembra essere quella più probabile visto che si parla di un 60% obbligato di quota da assicurare a uomini o donne. Il ragionamento, infatti, non si applica solo alle candidature femminili, ma vale anche nell’ipotesi di una lista che presentasse una maggioranza di candidature femminili rispetto a quelle maschili.

Un vero e proprio rebus che non non sta facendo dormire sogni tranquilli ai tanti aspiranti candidati alle prese con diverse valutazioni. Scegliere, per esempio, lo schieramento considerato vincente per chi ha ambizioni di essere eletto è fondamentale visto che agli sconfitti vanno complessivamente solo 3 seggi. Quindi di fronte a due liste competitive per un terzo concorrente la speranza di riuscire a conquistare il proprio seggio quale candidato sindaco perdente in partenza è legata davvero a un lumicino.

C’è infatti da fare i conti con una competizione dove tutto si può sprecare tranne che il voto e questo lo sanno bene anche gli elettori che difficilmente sono disponibili a sostenere candidati sindaci e relativa lista priva di concrete chance di successo! Si tratterebbe infatti di sprecare il voto e, coi tempi che corrono e la situazione che c’è a Sant’Agnello, nessuno vuole gettare alle ortiche il proprio voto per ritrovarsi senza un riferimento all’indomani della tornata elettorale.

C’è poi da raggiungere un piazzamento, almeno nei primi tre posti, per potersi accreditare quali aspiranti assessori visto che a una donna il posto in giunta comunque deovrà essere assicurato, se verrà eletta o no in consiglio. Anche qui i problemi non mancano perchè la possibilità riservata agli elettori di esprimere una doppia preferenza se assegnata a due candidati di sesso opposto può creare alleanze inedite e mettere fuori dalla corsa qualcuno. Nel caso fossero espresse due preferenze a candidati dello stesso sesso, la seconda nell’ordine sarebbe infatti nulla.

Senza parlare delle omonimie fra candidati che obbligano, laddove c’è uno stesso cognome, a scrivere per intero l’identità del prescelto con tutti i problemi che ne possono derivare. Insomma in tanti rischiano di non trovare neanche posto nella cerchia di coloro che saranno candidati, superando così la prima selezione, quella voluta dal leader dello schieramento che, al di là delle promesse e degli impegni, alla fine dovrà decidere chi sarà della corsa e chi no e lo dovrà fare in base a una serie di valutazioni che possono diventare anche vincolanti!

C’è ancora chi parla di “liste civetta“, ma questa volta non si può rischiare di dirottare su un terzo schieramento margini di consenso che, alla fine, potrebbe risultare determinante per la vittoria favorendo così quella del diretto concorrente! I giochi sono quindi parecchi così come sono tanti gli errori che ciascuno dei leader in campo può compiere pressato da sollecitazioni e da interessi del proprio entourage.

Quel che è certo è che queste elezioni metteranno fuori gioco parecchi amministratori uscenti già in fase di candidatura…Il resto lo faranno gli elettori che hanno nelle proprie mani i destini di carriere politiche anche pluridecennali e che potrebbero infrangersi sugli ostacoli rappresentati dalle nuove regole, ma anche dalla voglia di cambiamento che, al di là dell’apparenza, agita un po’ tutti i cittadini!

C’è bisogno di ascoltare ragionamenti nuovi per i quali occorrono anche linguaggi nuovi e soprattutto appropriati alla nuova dimensione della municipalità che certamente non è un giardino da riempire di fiori, ma un orto dove saper seminare affinchè si produca il raccolto giusto per gli interessi variegati della comunità. La quale, dal canto proprio, deve uscire da una marginalità provinciale se intende competere veramente in termini di offerta territoriale sostenuta da una visione più ampia del modo di concepire, di agire e di amministrare!

Insomma quella che incombe alle porte non è, come qualcuno si ostina a voler far credere, un’elezione come tutte le precedenti. Anche perchè in ballo ci sono i destini politici di chi perde, quello del candidato sindaco che uscirà sconfitto da questa elezione e che inesorabilmente uscirà dalla scena dandosi il via, finalmente, a un processo di rigenerazione politica inevitabile e soprattutto auspicabile se si vuole guardare lontano con un pizzico di fiducia e di ottimismo.

Di solito in politica, ma non solo, è sbagliato far ritorno sulla “scena del delitto”…Tra sessanta giorni si vedrà se la regola sarà confermata o meno per tutti coloro che saranno di questa speciale partita!