Meta, Tito pronto a farsi risarcire dai Consiglieri per l’incompatibilità

Stampa

Giuseppe Tito

META -La vicenda è sicuramente singolare perchè l’accusa mossa all’assessore Giuseppe Tito da parte di 7 Consiglieri comunali, che gli contestano un conflitto con l’Ente derivante dalla realizzazione di abusi edilizi realizzati nell’albergo di famiglia (di cui l’Assessore è socio) e pertanto una sopraggiunta incompatibilità a svolgere il mandato elettivo, rischia di innescare un’altra grana giudiziaria. Lo anticipa con un comunicato ufficiale lo stesso Tito che spiega: «Pur essendo intimamente convinto, anche sulla base delle norme attuali e degli atti, della perfetta legittimità della mia posizione, è mia ferma volontà risolvere quanto anche per non prolungare oltre il clima di incertezza  amministrativa che vorrebbero alimentare coloro che usano questi argomenti come strumenti impropri  di lotta politica

Resta inteso che qualora la questione dovesse risolversi in mio favore, cosa della quale sono assolutamente certo, provvederò ad attivare nei confronti dei consiglieri comunali che hanno promosso l’iniziativa tutti le azioni necessarie a tutelare la mia immagine di uomo impegnato in politica, di amministratore comunale e di imprenditore. In particolare penso ad un risarcimento economico da destinare alle casse comunali per opere di pubblica utilità». Intanto, proprio in questi giorni si riunirà la Commissione comunale di controllo e garanzia, convocata dal sindaco Paolo Trapani e  che, secondo le norme in vigore, dovrà fornire un parere sulla presunta incompatibilità di Tito. Per aiutare a comprendere la tematica riportiamo quanto previsto dalla legge sulle autonomie locali in merito all’incompatibilità al comma 4) coloro che hanno lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo con l’ente di cui sono amministratori; la pendenza di una lite tributaria ovvero di una lite promossa con azione popolare non determina incompatibilità (articolo 63, comma 1, numero 4), del decreto legislativo 267/2000). Tale ipotesi di incompatibilità non si applica per fatto connesso con l’esercizio del mandato (comma 3). Non è sufficiente ad integrare la condizione della lite pendente la sola esistenza di un processo civile o amministrativo, essendo necessario che si sia determinata una concreta contrapposizione tra le due parti (Corte di cassazione – Sezioni civili: I Sezione, 9 aprile 1992, n. 4357). I contenziosi innanzi al giudice amministrativo nei confronti di atti del sindaco quale ufficiale di governo non determinano per lo stesso una situazione di incompatibilità (Corte di cassazione – Sezioni civili: I Sezione, 15 gennaio 1973, n. 130). Il giudizio per responsabilità amministrativa o contabile innanzi alla Corte dei conti non concreta una causa di incompatibilità (Corte di cassazione – Sezioni civili: I Sezione, 12 settembre 1992, n. 10421).

Sulla base di dati oggettivi, ovvero in presenza della lite con l’Ente, il Consiglio comunale contesta all’Amministratore l’incompatibilità che, evidentemente, può insorgere anche successivamente alle elezioni. La contestazione formale non comporta la decadenza automatica dalla carica, quanto la possibilità per l’interessato di rimuovere la contestazione rinunciando alla lite o sanandola facendo così venir meno le ragioni stesse del conflitto. Qualora ciò non avvenisse il C.C. è tenuto a proclamare la decadenza dell’amministratore interessato. A meno che i proponenti la decadenza non abbiano intrapreso un’iniziativa destituita di fondamento, i Consiglieri proponenti l’incompatibilità hanno esercitato un proprio diritto legittimo. L’annuncio di Tito di volersi rivalere legalmente e risarcitoriamente contro questi Consiglieri sembra assolutamente destituito di fondamento e per un uomo politico navigato qual è Tito il prospettare soltanto questa eventualità ci sembra assolutamente fuori luogo! Il problema, che non vale solo per Tito, è di rappresentare i fatti per come stanno realmente e aggiudicarsi così meritati apprezzamenti da avversari e dall’opinione pubblica dimostrando di essere fatti per la politica!