Campagna elettorale: finita l’epoca delle “lotte per i manifesti”

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Cartelloni stradali per le affissioni elettorali

A rimpiangere le vecchie campagne elettorali sono soprattutto le tipografie che in tempo di elezioni stampavano senza soste ogni tipo di materiale: manifesti, santini, volantini, fac-simile, brochure e tutto quanto altro i candidati utilizzavano per promuoversi presso gli elettori e mantenere vivo il ricordo del partito, del nome, della scheda di voto. Il “porcellum” ha praticamente eliminato il tradizionale voto di preferenza e tutto si gioca sui nuovi media, in primis la televisione, dove sono i leader a fare tutti i giochi e a condizionare l’orientamento degli elettori. Poi sui territori i candidati corrono per portare voti al partito utili a raggiungere i quorum grazie ai quali “sperano di entrare nella rosa degli eletti” e per questo ci mettono la faccia e il nome, quasi a voler illudere gli elettori che il voto dato al partito sia ancora una preferenza alla persona…

Spazi elettorali istituzionali

Usando però un accorgimento: sul fac-simile viene spiegato che non si deve scrivere assolutamente il nome del candidato, altrimenti ilvoto viene annullato. Si barra solo il simbolo, perchè a decidere chi sarà eletto ci ha già pensato il leader del partito assegnando ai vari candidati il posto in lista per cui il relativo seggio scatta sulla base del quoziente elettorale conquistato dal partito. Se oggi i cartelloni delle affissioni sopno praticamente vuoti o espongono residui di vecchie campagne elettorali ciò sicuramente serve a rendere più “igienica” la visibilità urbana dove ormai non c’è più neanche l’esigenza dei manifesti “fuori spazio” che tanti danni hanno prodotto all’arredo e all’immagine urbana. Ad essere “imbrattati” sono ormai i social netowrk, la nuova frontiera della pubblicità anche elettorale, praticamente assediati dagli annunci che inondano le bacheche. In futuro chi usa FB per fare pubblicità elettorale dovrà pagare, magari non solo al gigante dei social, ma anche a chi accetterà di ospitare in bacheca gli annunci e i rilanci dei partiti e dei candidati. Insomma la rivoluzione mediatica è già realtà e la politica è costretta a fare i conti con un mercato elettorale nuovo dove i messaggi e l’esito degli stessi è soggetto a verifiche e critiche immediate quanto spietate, in grado anche di trasformare una promozione in un vero e proprio boomerang grazie ai “commenti“, ai “mi piace” o ai “condividi” non soggetti a controlli.

social network

Questa è una forma di promozione interattiva che la politica non è ancora in grado di controllare. Perchè replicare in tempo reale a un post di Bersani o di Vendola, di Grillo o di Berlusconi può significare anche ridicolizzare la dichiarazione del Politico, beffeggiarlo e produrre un effetto opposto e micidiale rispetto ai suoi “desiderata“. Insomma tutto è cambiato e questa politica ancora non sa come confrontarsi con una comunità che nel mondo virtuale è in grado di manipolare il messaggio elettorale senza che le fonti ne abbiano capacità di controllo. Sugli esiti dovremo aspettare il responso delle urne e a dire il vero ce la stanno mettendo tutta i Partiti a dare il meglio di sè a suon di scandali mazzettariFosse che fusse la volta buona?