Sorrento: scempio al Correale, abbattuto ulivo pluricentenario

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L’Ulivo Assassinato al Museo Correale (Foto WWF)

SORRENTO – Che cosa sta succedendo ai grandi alberi della Costiera Sorrentina? Cadono e, più spesso, vengono abbattuti per una ragione o per un’altra. L’occhio vigile del WWF vigila su di essi e il 2013 si apre con l’ennesima segnalazione-denuncia di Claudio D’Esposito, presidente del WWF Peninsulare: ““Il nuovo anno si è inaugurato nel peggiore dei modi  abbiamo perso per sempre un altro pezzo della storia e del paesaggio della nostra terra. Stavolta a farne le spese è stato un Ulivo plurisecolare che vegetava nel vasto giardino del Museo Correale di Terranova a Sorrento! Sembra essere ormai un triste presagio di inizio anno: nel gennaio del 2011 fu abbattuto lo storico Pino della Villa Nardi che da 130 anni dominava il porto di Sorrento ed era immortalato in numerose immagini e cartoline; il 31 dicembre  2012 a pagare le conseguenze di una discutibile perizia di parte, che lo giudicava pronto a cadere, è stato invece il Pino di due secoli della seicentesca Villa Irbicella a Piano di Sorrento… ed ora con enorme amarezza siamo testimoni dell’ennesimo scempio ai danni del grosso Ulivo del fondo Correale!”…

L’Ulivo di trecento anni era alto oltre 10 metri

Il WWF, allertato del taglio, ha immediatamente effettuato un sopralluogo con i suoi volontari e denunciato l’accaduto al Presidente del Consiglio di Amministrazione e al Direttore della Fondazione Museo, al Sindaco di Sorrento, alla Polizia di Stato di Sorrento, alla Soprintendenza Paesistica di Napoli e Provincia, a quella per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta e alla Procura di Torre Annunziata, per la deturpazione dell’esemplare arboreo plurisecolare nel fondo del Museo Correale in violazione dell’art.146 Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – D.lgs. 22/01/04 n.42. Inoltre ha chiesto all’ente museale di verificare se non sussistano gli estremi per la recessione del contratto di affidamento ai gestori del fondo agricolo, responsabili dell’accaduto, oltre a promuovere ogni azione di rivalsa in sede civile per l’enorme danneggiamento apportato alla proprietà museale. L’olivo tagliato vegetava nell’area esterna del fondo del settecentesco Museo Correale e, con i suoi quasi 4 metri di circonferenza del tronco e un’età stimata di circa 300 anni, faceva parte integrante del paesaggio e della geografia dei luoghi. L’albero, visibile anche dall’esterno, si ergeva isolato all’interno di un agrumeto attualmente in gestione ad un affittuario (B&B Casa Correale – sorto nell’antica casa colonica di fine 800) e lo si poteva ammirare dopo aver percorso lo storico viale ombreggiato dai filari di Platani secolari. Esso era in ottimo stato e in piena vigoria e costituiva di fatto uno degli ultimi importanti elementi vegetali del paesaggio agricolo del tessuto storico di Sorrento.

Incontro col WWF per valorizzare il giardino del Correale

“La cosa più triste è che non sembra esistere alcuna valida giustificazione al taglio operato – aggiunge il WWF – né dal punto di vista agronomico né tantomeno fitosanitario: inoltre l’ulivo non è apparso danneggiato da eventi metereologici (assenti in questi giorni!!!) come invece dato ad intendere. Con molta probabilità l’inutile e devastante scempio era finalizzato al commercio del prezioso legname!!!” L’olivicoltura in Penisola Sorrentina, legata ad una tradizione millenaria, ha sempre rivestito un ruolo di grande importanza sotto molteplici aspetti: paesaggistici, idrogeologici, economici e sicuramente culturali. In tutte le civiltà sorte nel bacino mediterraneo, l’olivo è stato sempre ritenuto un albero sacro e l’olio estratto dai suoi frutti veniva utilizzato non solo come alimento, ma anche a scopo religioso e rituale. Presso i Greci, l’olivo era pianta sacra a Minerva. Nella religione cristiana il ramo d’olivo è simbolo di pace e fratellanza. Ma tutto ciò oggi sembra aver perso ogni importanza se è vero che, di fronte ad interessi economici e speculativi (per realizzare strade, case, parcheggi interrati, ecc.), è sempre più frequente che stupendi esemplari di ulivi, che hanno “fatto” la storia e l’economia del nostro territorio, vengono eliminati a raso senza scrupoli e in spregio ad ogni vincolo e/o tutela vigenti.
“Gli alberi sono un patrimonio troppo prezioso per un territorio in precario equilibrio come quello della penisola sorrentina. Soffrono minacciati dall’inurbamento, dal degrado idrogeologico, dall’inquinamento, da parassiti, funghi, insetti e malattie. Il WWF sta lavorando da sempre per salvare le foreste e i grandi alberi, per salvare i patriarchi verdi del nostro paese: gli “Alberi Secolari” testimoni viventi della storia d’Italia.”
L’Ulivo plurisecolare del Museo era stato censito dal WWF l’estate scorsa ed era oggetto di un progetto di valorizzazione in itinere, in accordo con rappresentanti dell’ente museale, che avrebbe consentito la visita del patriarca arboreo tramite un apposito percorso per i visitatori e l’allocazione di pannelli descrittivi sulla storia e biologia dell’albero.
“Purtroppo col suo taglio ciò non sarà più possibile… E a nulla vale il fatto che la specie arborea sarà in grado di sviluppare nuovi polloni dal ceppo radicale (lasciato a 1 metro da terra!!!) e a riformare … tra centinaia di anni … analoga chioma!!!”