Gli “interessi” che hanno escluso il Sen. Lauro dalle elezioni

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conflitto d’interessi

Il retroscena sull’esclusione di Raffaele Lauro dalla lista del PdL al Senato pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” in edicola l’altro ieri, la dice lunga su quello che è il principale problema con cui l’Italia si confronta (?) da almeno 20 anni a questa parte senza mai riuscire a venirne a capo: il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi che è trasversale a qualsiasi settore e attività e pertanto condiziona in modo determinante le politiche di governo nazionali e internazionali, ma anche locali vista la rete di interessi trasversali che Berlusconi alimenta. Il business della pubblicità è sempre stato al centro delle attività di Mediaset e Berlusconi su questo fronte è molto sensibile, da sempre! Le pressioni esercitate dalle multinazionali del gioco su Berlusconi affinchè tacitasse una voce scomoda quale si è rivelata essere nel corso della legislatura quella del Sen. Raffaele Lauro hanno prodotto il loro frutto e la cosa che maggiormente rammarica è il dover constatare che nè il Governo Monti, nè la coalizione di Bersani hanno mai preso una netta posizione di contrasto rispetto al mondo del gioco

Sen. R. Lauro

Anzi, le opportunità e le tutele sono addirittura aumentate: ma per chi tira le fila del business…non di chi ne è o ne resta vittima! A dire il vero Lauro ha pagato non solo il prezzo della campagna contro il gioco d’azzardo, ma anche di altre iniziative parlamentari spesso condotte in solitudine: per esempio quella relativa alla lotta alla “casta e ai suoi privilegi”, una campagna giocata dal di dentro e che tanti, troppi fastidi ha suscitato sia a destra sia a sinistra oltre che al centro. Senza parlare della lotta al crimine organizzato, alla proposta di sequestro dei patrimoni degli evasori fiscali…Tutte iniziative ampiamente documentate a livello parlamentare, oltre che dalle cronache (in particolare da questo blog) e che hanno presto trasformato il Sen. Lauro in un ospite non particolarmente gradito alla compagine berlusconiana. Per ultima ricordiamo l’ostilità al varo di un nuovo condono edilizio e di qualsiasi altro “perdono di stato” a vantaggio dei soliti trasgressori recidivi. Quello di Lauro in questa legislatura è senza dubbio l’esempio di un impegno parlamentare giocato tutto in un senso: a salvaguardia degli interessi generali, quelli cioè del Paese e delle nuove generazioni! Questa è la principale colpa imputata a Lauro: quella di non aver privilegiato interessi di parte e di aver costantemente puntato dritto al conseguimento di obiettivi che avessero una generale e positivia ricaduta sulla gente e sullo Stato. Non è forse chiaro che a trovar un posto in lista sono stati non quelli che si sono spesi per “servire il Paese“, ma quanti hanno pedissequamente obbedito agli ordini di scuderia, qualunque essi fossero! Questi e soltanto questi sono coloro che hanno “meritato” di tornare in Parlamento, perchè garantiscono il sistema di interessi del leader e del suo entourage. La minacciata ritorsione in commesse pubblicitarie ai danni delle reti Mediaset è un’accusa pesante e  preoccupante per il futuro di un Paese che sembra aver rinunciato a ragionare scevro da interessi diversi da quelli generali! La cura di questi interessi, caro Senatore Lauro, purtroppo non viene imemdiatamente percepita nella sua preziosa utilità dai cittadini che invece privilegiano chi cura gli interessi particolari, quelli utili e che creano clientele e con esse consensi. Eppure una sanità che funziona, una scuola che funziona, trasporti che funzionano, città che siano vivibili e non ostaggio della delinquenza, imprese che producono, enti trasparenti dovrebebro rappresentare il primario interesse da perseguire per chi fa politica. Invece no! Per questo il destino di quei pochi politici che ancora se ne occupano è irrimediabilmente segnato!

Presentazione del libro sulla mafia di Vincenzo Scotti a Sorrento

Per quanto ci riguarda abbiamo documentato in modo puntiglioso, su questo blog, l’attività parlamentare di Lauro, conoscendone e apprezzandone il valore e la genuina dedizione nel difendere il Paese dai peggiori mali che l’attanagliano. Sul contrasto al gioco d’azzardo e alle piaghe sociali ad esso connesso abbiamo sottoscritto punto punto le azioni di Lauro che ci auguriamo possano dar vita, come preannunciato dal Senatore, a una diversa ma altrettanto forte azione di contrasto a questo business che coinvolge politica e crimine organizzato ai massimi livelli. Ci piace però ricordare un altro dei “favori” che Lauro ha fatto al suo territorio, quello della Penisola Sorrentina: la denuncia costante contro le penetrazioni del crimine organizzato, contro gli affari di cosche che investono in Costiera e che lucrano su ogni attività contaminando il mercato e la qualità di ogni tipo di relazione, a cominciare da quelle commerciali e imprenditoriali. Un campanello d’allarme documentato, spesso sottovalutato o addirittura irriso da chi, pur avendono responsabilità, non ha inteso avvalersi del ruolo di Lauro e delle sue conoscenze del fenomeno per erigere un barriera solida e tutelare così gli interessi reali di questa comunità. Anche in questo caso interessi diffusi, non particolari. Pure questa è stata una battaglia isolata, forse neanche sostenuta dalla sua stessa parte politica sul territorio con quella lungimiranzache è una delle principali doti per chi fa politica. Queste sono le cose per cui si dovrebbe andare a Roma, in Parlamento! L’escalation di criminalità che si sta registrando proprio in Costiera da alcuni mesi a questa parte è la prova che qualcuno aveva visto giusto su questo fronte.

Raffaele Lauro all’iPad

Non solo Lauro, ma anche il Procuratore Cafiero De Raho che l’ha ripetuto qualche giorno fa proprio a Sorrento! Che cos’è che non gira più per il verso giusto in Costiera? Soltanto ieri, per esempio, si sono registrati due concomitanti e strani episodi: due macchine andate a fuoco a Sorrento. Coincidenze? Un po’ difficile crederlo perchè ormai non c’è giorno che non si verificano episodi di cronaca nera nella bella Sorrento! In questa tornata elettorale la Penisola Sorrentina è completamente assente, tranne che per presenze puramente folkloristiche! Anche qui si paga il prezzo di errori e di presunzioni frutto di una politica incapace di guardare, e soprattutto di ragionare, oltre i confini strettamente territoriali. Le colpe ce le hanno tutti i principali attori della politica e delle amministrazioni di questo territorio che sono stati incapaci, pur occupando ruoli e poltrone significative, di acquisire una personalità politica sufficiente ad accreditarsi con peso specifico a livello napoletano, campano e nazionale. Anche qui il tentativo avviato da Lauro, sin dall’indomani delle elezioni, di coordinare l’impegno e l’azione dei Sindaci sui grandi temi di interesse del territorio per promuoverlo a un rango superiore è abortito per la visione strettamente municipalistica degli attori locali.