WWF: volevamo fare l’autopsia al Pino di Villa Irbicella!

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Il Pino di Villa irbicella non c’è più (Foto WWF Pen. Sorrentina)

PIANO DI SORRENTO – Dopo il taglio dello storico Pino della Villa Irbicella e il successivo crollo del muro, il WWF Penisola Sorrentina, visto il solerte procedere delle opere di sradicamento del ceppo radicale, aveva inviato un’accorata lettera, a firma del Presidente Claudio d’Esposito, al Sindaco di Piano di Sorrento, all’Ufficio Tecnico Comunale e all’Assessore all’Ambiente, chiedendo di poter avere in affidamento, per motivi di studio, una sezione circolare del tronco dell’esemplare arboreo eliminato. E’ di oggi la laconica risposta pervenuta al WWF dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico Ing. Graziano Maresca che, in riscontro alla richiesta, comunica che, nonostante la disponibilità dei proprietari del fondo contattati immediatamente dall’ufficio, di fatto non si può dare corso alla richiesta in quanto il materiale legnoso è già stato allontanato dal sito e “verosimilmente” smaltito!!!

Il pino di Villa Irbicella visto da ia dei Platani (Foto WWF Pen. Sorrentina)

La notizia ci intristisce – commenta Claudio d’Esposito del WWFè come se il grosso pino fosse morto per la seconda volta!!! Aver potuto disporre di una sezione circolare di quell’albero ci avrebbe aiutato a conoscere tutta una serie di preziose ed irripetibili informazioni scientifiche. Durante la sua crescita l’albero aveva annotato fedelmente il passato dell’ambiente e degli uomini che lo abitavano rappresentando una fondamentale testimonianza di storia locale. Dalla sezione del tronco eliminato erano leggibili gli anelli di accrescimento stagionali della pianta e si poteva dedurre, con l’ausilio di tecnici qualificati in materia, oltre all’età precisa della pianta e la sua storia, anche l’andamento climatico (piovosità, siccità, ecc.) degli ultimi 2 secoli nel comune di Piano di Sorrento. Quel pino non era un semplice alberello: era un patriarca arboreo, un monumento della natura, un essere vivente straordinario… sopravvissuto a mille avversità… ma non alle potenti motoseghe dell’uomo azionate da una frettolosa perizia!!! Il grande Pino di Villa Irbicella era già nato quando il popolo della Università del Piano sfidava, in lunghe ed estenuanti lotte, la Università di Sorrento per ottenere l’indipendenza e, forse, era presente anche quando, il 9 gennaio del 1808, il re di Napoli e di Sicilia Giuseppe Napoleone istituì con decreto il Comune di Piano di Sorrento”.
Ora il misterioso “allontanamento” dei resti del materiale legnoso del patriarca arboreo, come spiegato dall’UTC, fa riflettere:
E’ come se avessero buttato via i resti di un dinosauro, fatto a pezzi un quadro dell’800 o distrutto un opera d’arte nella massima incuranza. Purtroppo siamo ormai abituati alla grande disattenzione che ha l’amministrazione di Piano di Sorrento per la storia, la natura e la tutela del nostro territorio. E se da un lato essa continua a celebrare tali argomenti con convegni, pubblicazioni e conferenze varie, di fatto, però attua con tenacia, spesso in barba ad ogni legge, una politica di distruzione del suolo e di cementificazione del paesaggio senza precedenti, nel nome di una discutibile quanto obsoleta visione di progresso!!! Scriveva nel secolo scorso John Muir (pioniere americano della conservazione della natura): “qualsiasi stupido è capace di distruggere gli alberi!“. Ancora troppo pochi hanno invece il cuore, l’intelligenza e la dedizione necessarie per studiarli, custodirli e piantarli.”

Di seguito la lettera del WWF Penisola Sorrentina:

Egregio Signor Sindaco,

Le scrivo a riguardo del grosso ed importante esemplare di Pino che si ergeva maestoso da circa due secoli nella seicentesca Villa Irbicella nel Comune di Piano di Sorrento.
Visibile anche a chilometri di distanza per la sua possente mole, lo storico e secolare esemplare arboreo di Pinus pinea, con i suoi 15 metri di altezza e oltre 4 metri di circonferenza, era infatti uno degli ultimi grossi esemplari di pino domestico presenti nel territorio della città e costituiva, senza ombra di dubbio, un elemento indiscutibile del paesaggio e della geografia dei luoghi.
L’età stimata era di circa 200 anni: una veneranda età, ma non tale da considerarsi la punta massima del ciclo vitale del Pinus Pinea, di cui si conoscono esemplari di almeno il doppio di età!!!
Quel che è certo è che le piante sono organismi viventi e come tali nascono, crescono e muoiono… purtroppo spesso (ultimamente troppo spesso) per mano dell’uomo!!!
Sappiamo che dopo il taglio dell’esemplare monumentale si è verificato un grave crollo delle opere murarie che insistevano sotto l’albero.
Abbiamo osservato anche che in questi giorni si sta procedendo ad operazioni di messa in sicurezza della frana e all’eliminazione del grosso ceppo radicale e dei tronchi del pino abbattuto.
Riteniamo, pur tuttavia, che l’esemplare arboreo in oggetto non debba necessariamente trasformarsi in legna da ardere.
Sarebbe importante infatti riuscire a recuperare dalla sezione del tronco eliminato (o del ceppo radicale) delle grosse “fette” circolari. In tali fette sarebbero leggibili gli anelli di accrescimento stagionali della pianta e si potrebbe dedurre, di conseguenza, l’età precisa della pianta e la sua storia, oltre che interessanti osservazioni sugli andamenti climatici (piovosità, siccità, etc.) che si sono succeduti negli ultimi 2 secoli nel comune di Piano di Sorrento.
Tali studi ed osservazioni andrebbero svolte anche con l’ausilio di tecnici preparati e qualificati in materia (agronomi, meteorologi, biologi ecc.).
A tale scopo il WWF Penisola Sorrentina chiede di poter avere in affidamento, per motivi di studio, una sezione circolare dell’esemplare arboreo di Pinus pinea eliminato nella proprietà di Villa Irbicella.
Potrebbe essere interessante anche esporre una grossa “fetta” del grande pino (opportunamente trattata per la conservazione) nel palazzo municipale, o in un parco urbano comunale, a ricordo del patriarca arboreo bicentenario.
Il grande patriarca arboreo è morto, ma possiamo cogliere l’occasione per far riflettere sull’importanza dei grandi alberi, testimoni del passare del tempo, della storia e delle vicende umane.
E’ inoltre auspicabile ed impellente che, al posto del pino preesistente, ne venga piantato un altro della stessa specie, che abbia possibilmente, al momento dell’impianto già discrete dimensioni in modo da svolgere a pieno, tra molti decenni, il ruolo svolto dal suo predecessore.
In attesa di un cortese cenno di riscontro, rimanendo a disposizione per ogni eventuale chiarimento, porgiamo cordiali saluti.
Claudio d’Esposito
Presidente WWF Penisola Sorrentina