Un brindisi per continuare a sperare in un Paese migliore!

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V. Califano

di Vincenzo Califano

Cala il sipario sul 2012 e ormai contiamo le ultime ore che ci separano dal brindisi della mezzanotte col quale ci accingiamo a dare il benvenuto al 2013, all’anno nuovo che auguriamo (e ci auguriamo) sia migliore di quello che se ne va! Su questo punto è meglio soprassedere, perchè è chiaro che ognuno ha il proprio metro di giudizio su cui parametrare i risultati di questi 365 giorni trascorsi in un batter d’occhio. Almeno su questo punto, sembra, si sia davvero tutti daccordo! Usciamo da un anno drammatico per tanta, per troppa gente che ha pagato (e continuerà a pagare) il prezzo della malapolitica che ci governa e che ci ha cancellato il futuro, oltre al presente. Fra due mesi andremo alle urne per eleggere il nuovo Parlamento e avere un nuovo Governo e subito dopo un nuovo Capo dello Stato.

La situazione è confusa, ambigua…I personaggi che tirano le fila del discorso, tranne qualche rara eccezione, sono sempre gli stessi con le varianti all’abbisogna! I delinquenti sono sempre troppi e anche il nuovo Parlamento si prepara ad accoglierne in quantità stratosferiche, permettendogli di continuare a fare i propri porci comodi. Lo scandalo della politica italiana che abbiamo vissuto nel 2012 e negli anni precedenti non può essere rivissuto compiutamente in poche righe: è certo però che niente di buono si prepara per il futuro sic stantibus rebus. Il governo dei tecnici, cioè di coloro che in barba alla volontà elettorale erano stati chiamati alla guida del Paese per “salvarlo“, ha gettato via la maschera dando vita a un mostro a 4 teste di vecchio e pseudo-nuovo che d’un colpo cancella la credibilità, e la fiducia, del Paese nei riguardi di personalità tecniche che rappresentano per la società le famose “riserve” su cui poter contare nei casi di emergenza per andare in soccorso delle istituzioni e impedirne il collasso. Questi invece si sono svestiti del ruolo tecnico (senza mai aver affrontato nè risolto i veri problemi del Paese durante il loro mandato) e indossato i panni della politica, quella pur tanto vituperata, ma evidentemente dotata di un fascino irresistibile. Il Paese reale non saprà più dove e a chi attingere, nella crisi della politica, per cercare la scappatoia alla morsa che l’avvinghia e rischia di soffocarlo. Per quanto ci riguarda riponiamo un pizzico di fiducia nel nuovo movimento “Rivoluzione Civile” di Antonio Ingroia che, ci auguriamo, possa conseguire una forza tale da rappresentare un baluardo di legalità nel futuro Parlamento che sarà partorito col Porcellum. Del resto l’abbiamo scritto da sempre: questa politica non avrebbe mai cambiato una legge elettorale che espropria i cittadini della libertà di scegliersi i propri rappresentanti, in ciò contravvenendo anche ai dettami costituzionali che, a quanto pare, stanno a cuore soltanto a Benigni. Lo stesso Capo dello Stato che, come al solito pronuncerà il suo discorso di fine anno agli Italiani, è stato protagonista improprio di delicati passaggi politico-istituzionali-giudiziari che ne hanno irrimediabilmente leso l’immagine super partes agli occhi di una larga fetta di Italiani. La congiura del silenzio sulle sue telefonate con Mancino in merito alla trattativa Stato-Mafia si è compiuta, mentre pensiamo che i loro contenuti andavano resi pubblici dallo stesso Napolitano senza attendere neanche un minuto e per dissipare qualsiasi dubbio che legittimamente può nutrire oggi un qualunque cittadino sulla fedeltà alle istituzioni dei vertici dello Stato. Su questo punto il Presidente ha sacrificato sull’altare degli interessi inconfessabili della Repubblica il diritto dei Cittadini a conoscere la verità su una delle più brutte pagine della storia italiana degli ultimi 50 anni. Per questo, per tutto questo e per altro ancora il nostro è un Paese a rischio sul piano della democrazia, della legalità, della civiltà stessa e nel 2013 capiremo se abbiamo ancora sufficienti anticorpi per contrastare il male e scongiurare quella “setticemia sociale” che ci può mandare a fondo se si manifestasse compiutamente! Intanto brindiamo al 2013 senza dimenticarci di chi non può farlo in gioia e in serenità…E perciò apprezziamolo ancora di più questo brindisi con relativo e tradizionale augurio di buon anno!

Infine voglio rivolgere un ringraziamento a tutti quanti ci seguono con interesse e costanza, oltre che sul blog anche sul resto del network cui aderiamo e anche sui nuovi canali comunicativi, riconoscendoci sempre quella affidabilità e credibilità professionale garantite da un team di Colleghi che lavora nel rispetto di quell’etica che ci consente di “essere differenti” in un panorama informativo dove la pirateria, l’ignoranza e l’approssimazione regnano sovrane e alimentano, senza essere riconosciute, un’informazione spazzatura che tanto danno produce alla comunicazione e alla professione! Noi andiamo avanti su questa strada consapevoli di avere una marcia in più che ci deriva da una formazione culturale e professionale alla quale ispiriamo sempre il nostro lavoro, con umiltà e orgoglio, anche quando ci capita di far facciamo arrabbiare qualcuno! Guai se non lo facessimo…Ma, è evidente, che non c’è mai pregiudizio nè interesse…Tant’è che siamo sempre aperti e pronti al confronto e, perchè no, anche a cambiare idea purchè ci convinciate con valide argomentazioni delle vostre ragioni!