Regina Giovanna, gli interventi del PD e dell’IdV di Sorrento

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impianto a regina giovanna

SORRENTO – Torna alla ribalta la querelle politico-amministrativa sulla Regina Giovanna e in tandem il PD di Alessandro Schisano e l’Italia dei Valori di Giovanni Antonetti intervengono sulla questione da tempo al centro di polemiche e di denunce. L’argomento è anche la notizia di apertura del nuovo numero del settimanale “Agorà” in edicola da questa mattina.

 

 

 

PARTITO DEMOCRATICO: 3.100.000 EURO BUTTATI A MARE?

Alessandro Schisano (PD)

Dopo l’incuria, e dopo le vicende balzate agli onori della cronaca la scorsa estate, sembrava esserci una prospettiva di valorizzazione del sito.
Difatti, nell’ottobre 2011 la Giunta Municipale aveva impartito al dirigente del 4° Dipartimento un indirizzo per valutare le possibilità e le modalità di utilizzazione dell’area, sia per quanto riguardava la parte a destinazione agricola che quella archeologica. Ma non basta. Lo scorso marzo la Giunta Municipale, su proposta dell’assessore Stinga, aveva impartito un ulteriore indirizzo al dirigente del 4° Dipartimento, per la realizzazione di un progetto volto a mettere in sicurezza l’area archeologica e quella agricola, con la possibilità di realizzare su quest’ultima sentieri e percorsi pedonali nonché aree per la coltivazione di prodotti del territorio. Si trattava, ovviamente, della manifestazione di volontà di iniziare un percorso verso la valorizzazione di quell’area di proprietà dei cittadini sorrentini. Tuttavia, ad oggi, non ci è dato sapere se sia stato effettivamente mai elaborato un progetto per l’area della Regina Giovanna. Ma il Comune di Sorrento non si ferma, e prima ancora di rendere note le modalità con le quali intende valorizzare il sito, il 27 aprile scorso, con una delibera di Giunta ha richiesto la predisposizione di un progetto per la realizzazione di due bagni pubblici, il che consentirebbe ad un soggetto privato di realizzare, su una parte del fondo comunale, anche un impianto di sub-irrigazione per smaltire le acque reflue del suo stabilimento balneare. Tutta la vicenda è stata seguita ancora una volta dal Consigliere Alessandro Schisano, il quale ha presentato una nuova interrogazione con la quale si chiede al Sindaco di chiarire come mai se esiste (?) un progetto di valorizzazione dell’area, si è intervenuti con un indirizzo “ad hoc” e se la realizzazione dell’intervento che si è ipotizzato sia possibile considerate le attuali prescrizioni in materia paesaggistica ed urbanistica.
Sembra esserci tanto interesse sull’area della Regina Giovanna, ma ancora una volta la valorizzazione e totale fruibilità di un’area comunale da parte del Comune sembra l’ennesima dichiarazione di intenti che resta sempre e solo sulla carta!

ITALIA DEI VALORI: “LA NOSTRA LEZIONE ALL’AMMINISTRAZIONE DI CENTRO-DESTRA”

Avv. Giovanni Antonetti (IdV)

Dopo un anno, riemerge la vicenda dell’impianto per lo smaltimento dei reflui fognari allestito a servizio di uno stabilimento balneare presso i “Bagni della Regina Giovanna”, in località Capo di Sorrento, posto sotto sequestro dai carabinieri nel mese di giugno del 2011, a seguito delle segnalazioni dell’Italia dei Valori e del Wwf. La vicenda suscitò scalpore, oltre che per la mancanza di idonei titoli edilizi, dei pareri ambientali ed archeologici, anche per il coinvolgimento (deducibile dagli atti e per stessa ammissione di alcuni dei diretti interessati sul quotidiano Corriere del Mezzogiorno) della società “Lido di Enea srl”, partecipata tra gli altri da coniugi e parenti, rispettivamente di un consigliere comunale e dell’assessore con delega proprio al demanio!
Ora la giunta Cuomo, sembra aver compreso la gravità di quello che da alcuni fu definito un vero e proprio “scivolone politico” e, folgorata sulla via di Damasco,  tenta di rimediare con una delibera di Giunta, la n. 99 del 27 aprile 2012, titolata “Fondo Regina Giovanna. Installazione impianto di subirrigazione e costruzione di bagni pubblici. Atto di indirizzo” con la quale viene dapprima dato mandato al Dirigente del III Dipartimento di “predisporre apposito progetto per la contestuale realizzazione dell’impianto suddetto nel fondo comunale e di due bagni pubblici da installare nella zona e serviti dall’impianto medesimo, precisando le caratteristiche tecniche, i tempi e le modalità di costruzione, nel rispetto delle prescrizioni dettate dalla vigente normativa a riguardo ed in modo da non arrecare nocumento alla proprietà comunale ed “acquisire previamente tutte le autorizzazioni/pareri urbanistici, ambientali e archeologici previsti dalla normativa vigente e necessari per quanto sopra” e successivamente al Dirigente dell’Ufficio Patrimonio di “stipulare, in caso di positivo esito degli adempimenti di cui sopra, apposita convenzione con la società Capo di Sorrento s.a.s. di Spartano Paolo & C.”.
“Ancora una volta i fatti ci hanno dato ragione – dichiara l’avvocato Giovanni Antonetti, responsabile dell’Italia dei Valori in Penisola Sorrentina e firmatario dell’esposto nell’estate scorsa – questa amministrazione, ed alcuni tra i suoi più zelanti assessori e dirigenti che allora gridarono allo scandalo, non finiranno mai di stupirci; così come siamo stupiti della scomparsa dalla scena come liquefatta, forse sotto il sole di giugno, della società che chiese i premessi e finì sotto i riflettori della stampa locale e regionale. A noi, comunque, interessa che sia stata ripristinata la legalità e si stia perseguendo un corretto iter, da parte del comune (cui apparterranno i bagni e gli impianti) di richiesta delle necessarie autorizzazioni, anche se nutriamo forti dubbi non solo sul rilascio dei pareri da parte della soprintendenza ambientale ed archeologica, per la realizzazione di queste opere in un sito di così alto pregio, ma anche sulla funzionalità dell’impianto di subirrigazione e sugli effetti che lo stesso può arrecare all’ecosistema dell’intera area”.