ARIPS/Duemilioni 536mila 409 Euro…

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di Alessandro Schisano

Alessandro Schisano (PD)

2.536.409 Euro. Questa cifra “buttata” così non dice nulla, ma è importante per i cittadini della Penisola Sorrentina. Se avete qualche minuto di pazienza e la voglia di continuare a leggere questa nota, ve ne spiegherò le ragioni. Prometto che sarò breve e non userò un linguaggio tecnico. Partiamo da lontano, da quello che negli anni ’80 e ‘90 era considerato anche al di fuori della Penisola Sorrentina un vero e proprio gioiellino (mi è stato raccontato che venissero addirittura dall’estero a vedere e studiare la centrale di via degli Aranci). Mi riferisco “all’Acquedotto”*, ente che gestiva il servizio idrico in Penisola Sorrentina. Ente di proprietà dei comuni peninsulari e, dunque, dei suoi cittadini. Nel 2002 “l’Acquedotto”, intanto divenuto ARIPS (Azienda per le Risorse Idriche della Penisola Sorrentina), perde in seguito ad una legge del 1994 e ad una successiva legge regionale del 1997 la gestione del servizio idrico (passato da Ottobre 2002 alla Gori) e rimane, di fatto, un ente privo di qualsiasi tipologia di servizio pubblico da erogare e gestire. Nel tempo, i Sindaci peninsulari che si susseguono provano a trovare all’ARIPS una nuova “missione”, ad esempio quella della gestione del servizio di igiene urbana a livello comprensoriale, ma non ci riescono, o forse non riescono a trovare un accordo. L’ARIPS, intanto, continua a restare in vita.
Ed ecco il collegamento con il numero “sparato” nel titolo.
Quella cifra, infatti, rappresenta il risultato in negativo della gestione ordinaria dell’ARIPS dal 2003 al 2010 (escluso l’anno 2006 per il quale non conosco ancora i dati). Proverò ad essere più chiaro.
2.536.409 euro** (4 miliardi 911 milioni e rotti delle vecchie lire) rappresenta la differenza tra Costi della Produzione (costi) e Valore della Produzione (ricavi) realizzati da questa azienda nel periodo che ho indicato sopra***.
Non avendo più i ricavi della gestione del servizio idrico, infatti, l’ARIPS è un’azienda privata del suo “cuore” (gli uomini d’azienda lo chiamerebbero il core business). Qualsiasi azienda in queste condizioni avrebbe già chiuso i battenti. Non l’ARIPS, che è tuttora in vita, senza più dipendenti e che, tra l’altro, di recente ha addirittura conferito un incarico professionale per la consulenza e assistenza legale ad un tavolo tecnico che si è occupato per i Comuni peninsulari di linee guida per la repressione sull’abusivismo edilizio (?). Inutile dire che sulla questione ho già posto qualche quesito al Sindaco di Sorrento anche perché, nel 2006, il Consiglio Comunale di Sorrento approvò una proposta di scioglimento dell’ARIPS al fine di evitare perdite per i Comuni, perdite consistenti in una diminuzione del valore della partecipazione posseduta in ARIPS****. Come promesso mi fermo qui.

*        CAPS – Consorzio Acquedotto Penisola Sorrentina dal 1974 al 1998
**       Fonte: bilanci ARIPS
***      Tale dato non comprende le cosiddette partite, positive o negative, legate alla gestione finanziaria e straordinaria.
****     Il Comune di Sorrento possiede il 25% delle quote di ARIPS, Vico Equense il 21%, Massa Lubrense il 16%, Piano di Sorrento il 16%, S. Agnello l’11% e Meta l’11%.