SOS Ospedale Sorrento, il direttore promuova una colletta tra i sanitari

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SORRENTO – Non sappiamo a quanto ammonti la retribuzione del direttore sanitario dell’Ospedale di Sorrento, il dott. Mauro Muto, che in questi giorni ha lanciato un appello al Sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo per effettuare un intervento d’urgenza alle controsoffittature dell’Ospedale che versano in pietose condizioni. Non sappiamo neanche a quanto ammonti la retribuzione del direttore generale dell’Asl Na3 Sud, ma certo è che assumere incarichi tanto rilevanti per poi dover bussare alla porta del primo cittadino, nel caso quello di Sorrento, per implorare un intervento di poche migliaia di euro (quanto esattamente?) non è significativo di quella managerialità che ci si attende sfoggino queste persone. Chiaro è che questi e altri interventi competono all’amministrazione sanitaria, ma leggendo questo appello è più che legittimo interrogarsi su come possano amministrare la disastrata sanità persone che non sanno reperire dalle pieghe del proprio bilancio neanche quelle poche migliaia di euro per un intervento giudicato urgente per la messa in sicurezza dell’Ospedale, prelevando il necessario da qualche altra voce di bilancio sicuramente eccedente o tutelata. Bene ha fatto il sindaco di Sorrento a evidenziare che il Comune non può farsi carico di una spesa, per quanto esigua, perchè impropria per l’Ente. Questa è la riprova che gli occhi di tutti sono ormai puntati su come la pubblica amministrazione spende le risorse dei cittadini sui quali gravano costi sempre più onerosi (ultimo la Regione Campania che aumenta del 10% il bollo auto anche per ripianare i costi della sanità) e dove di sprechi e di ruberie, anche nella sanità, ce ne sono stati di tanti e di tali su cui però nessun amministratore o direttore sanitario si è mai pronunciato pubblicamente o ha ritenuto di dar conto almeno per farci comprendere come si spendono e come si sperperano i soldi di una sanità allo sfascio per tante colpe, ma sicuramente ultime sono quelle dei cittadini. Sarebbe troppo chiedere se il maltolto alla sanità da manager&affini sia stato recuperato o restituito a chi di dovere? La sanità non può vivere di “elemosine” perchè si tratta di un servizio pubblico essenziale su cui bisogna pretendere qualità e trasparenza perchè la “lottizzazione politica” che la governa è il problerma che sta alla base di sperperi, ruberie e favoritismi che l’hanno portata al collasso e che sono sotto gli occhi di tutti. Il buon direttore Muto, se la situazione è tanto grave, esibisca insieme al direttore generale le proprie capacità manageriali per trovare queste poche migliaia di euro nel bilancio dell’Asl, magari coinvolgendo per primi i sanitari-dipendenti che ci lavorano nella struttura ospedaliera e che dovrebbero essere i primi a sentirsi più legati ad essa e impegnati per effettuare un intervento del genere, anche rimettendoci qualche centinaio di euro dalla tasca…se occorre. Sarebbe un buon segno che qualcosa cambia e che a pagare il conto non debbono essere sempre e solo i cittadini, magari quelli che non trovano in questa o in qualsiasi altra struttura sanitaria quell’ospitalità e quell’assistenza che si aspettano e che meriterebbero.