Giochi di Stato e licenze, Lauro insiste e chiama in causa il Premier Monti

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Sen. Raffaele Lauro (PdL)

ROMA – “Il bilancio di fine d’anno del gioco d’azzardo, come fenomeno di massa, sta diventando più drammatico di quello della tossicodipendenza, perché investe tutte le fasce sociali. Più di due milioni di potenziali ludopatici, dei quali moltissimi giovani e donne. Il nostro Paese, tra cinque anni, rischia di diventare un lazzaretto. È necessario adottare misure urgenti, senza attendere oltre le lungaggini colpevoli del Parlamento. Il Governo Monti vari un decreto legge con cinque misure essenziali: la tutela dei minori e la responsabilità civile dei gestori nei confronti delle famiglie dei ludopatici, come negli USA; il riconoscimento della ludopatia come malattia sociale; il divieto assoluto della pubblicità ingannevole, come quella che impazza sulle reti televisive pro gioco d’azzardo on line; la trasparenza assoluta, al 100%, delle società titolari di concessioni, anche con sede all’estero; e, infine, l’applicazione delle norme antimafia sui concessionari, anche retroattivamente“. Lo ha dichiarato il Sen. Raffaele Lauro del PdL, membro della commissione antimafia, anticipando un’interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e ministro dell’Economia e delle Finanze, Mario Monti.
Sull’argomento riportiamo quanto pubblicato questa mattina su “Il Fatto Quotidiano” a conferma che dopo l’indifferenza mostrata al problema da parte del governo-Berlusconi, stessa sorta sembra destinargli il governo-Monti.

L’AFFARE SLOT MACHINE E LE LICENZE GRATIS

“Con le frequenze televisive si è avuto il coraggio almeno di fermare il beauty contest. Ma sulle slot machine, il Governo Monti non ha avuto lo stesso polso: continuerà a lasciare in regalo ai dieci concessionari del gioco (Bplus, Sisal e Lottomatica in testa) le concessioni per le “macchinette” nonostante le società siano tuttora in causa con lo Stato per decine di miliardi di euro a causa delle loro inadempienze del passato. Così prevede la legge voluta dal governo Berlusconi: licenze in cocnessione gratuita per nove anni. Basti pensare che se fossero assegnate a pagamento con una gara pubblica, nelle casse dello Stato entrerebbe una cifra vicina al miliardo di euro. Il giro di affari delle slot (sia quelle disseminate nei bar, dove si vincono massimo 100 euro, sia le Vit, dei veri e propri mini-Casinò) tocca ogni anno i 42 miliardi di euro, dieci in più del giro d’affari realizzato in tutto il mondo dall’intero Gruppo Fiat. Anche considerando i costi fissi per l’affitto delle sale, per le macchine e per il personale, la concessione resta un ottimo affare. Non si vede perchè i concessionari debbano goderne così, senza pagarlo a caro prezzo”.