Palagiano (IdV): il destino degli embrioni nelle mani della commissione sanità

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On. Antonio Palagiano

ROMA – Un provvedimento che incontra “la disponibilità’ trasversale a considerare la cosa fattibile“, spiega il relatore Antonio Palagiano (Idv) ma che trova un primo scoglio tecnico sul nodo adozione-donazione. E’ il testo, all’esame della commissione Affari sociali della Camera, che si propone di decidere il destino delle migliaia di embrioni, circa diecimila, congelati in seguito alla fecondazione assistita e poi “abbandonati” dai potenziali genitori. Nelle scorse settimane la commissione ha adottato come testo base la proposta Palagiano, ma il ciclo di audizioni, avviato oggi, verte anche sul ddl presentato dalla radicale Maria Antonietta Farina Coscioni (Pd) che, a differenza del testo-base, non si limita a prevedere l’adozione degli embrioni al fine procreativo ma allarga la possibilità al loro uso per la ricerca scientifica. Oggi la commissione ha sentito diversi esperti in materia, dal direttore della Biobanca embrionale dell’ospedale Maggiore di Milano, dove dovrebbero essere conservati gli embrioni abbandonati, alla Società italiana di ginecologia, passando per un’esperto legale, il professor Luciano Eusebi, e per il Comitato nazionale di Bioetica, rappresentato dal vicepresidente Lorenzo D’Avack.
Proprio dal Cnb arriva un primo disco verde all’ipotesi di normare la materia, a patto che si parli di ‘adozione e non di donazione – ha spiegato D’Avack ricordando che il comitato gia’ si e’ espresso con un parere del 2005 fa sulla questione – senza riferirsi all’istituto civilistico ma intendendo il termine in modo simbolico’, che non identifichi l’embrione come un oggetto’, e che chiarisca che ‘la finalita’ e’ quella di giungere alla vita’.
Ma proprio definirla ‘adozione’, riferiscono diversi parlamentari che hanno assistito alle audizioni informali, rischierebbe invece di aprire infinite problematiche. E in effetti a indicare le potenziali “criticità” nell’adozione di una legge sugli embrioni abbandonati è stato proprio il garante per la Privacy, Francesco Pizzetti. “Abbiamo sottolineato le criticitàdi entrambe le proposte di legge in ordine al trattamento dei dati sia biografici sia di patrimonio genetico” ha spiegato al termine dell’audizione. Sul nodo della adozione, in particolare, il Garante della privacy ha ricordato che la legge relativa all’adozione dei bambini nati prevede, in linea di massima, la non conoscibilità dei dati biografici dei genitori biologici tanto da parte dei genitori adottivi quanto del figlio. “Già in questo campo il legislatore ha preso tutte le tutele necessarie – ha spiegato Pizzetti – a maggior ragione cIò’ sarebbe necessario nel caso degli embrioni’.