Oggi la cronaca riferisce una storia di “malapolitica” avvenuta in un piccolo centro del beneventano, il Comune di Calvi, dove l’ex sindaco è finito in manette perchè era un feudatario più che un sindaco e i cittadini dei sudditi, scrive su Repubblica Irene De Arcangelis.
Storie di altri tempi verrebbe da pensare, ma non è così perchè la vicenda è andata avanti fino al 2010 quando il sindaco, Giovanni Molinaro, perse le elezioni e andò all’opposizione. Con lui sono finite in manette due sue funzionarie che ubbidivano a suoi ordini fuorilegge poichè erano state assunte a tempo indeterminato senza averne i requisiti di legge. Peraltro ex sindaco e funzionarie infedeli avevano arrecato danni all’Ente per centinaia di migliaia di euro. Il sindaco, medico all’Asl di Benevento, perse la poltrona a seguito della sfiducia dei suoi consiglieri e il commissario scoprì le malefatte del primo cittadino che aveva una variegata carriera politica passando dal Ccd all’IdV, quindi a Forza Italia e poi organizzando una lista civica. E’ curioso leggere le motivazioni del Gip: “L’ex sindaco Molinaro, con la complicità delle due funzionarie Antonietta Rapuano e Teresa Mangialetto, ha gestito il potere con l’arroganza di un piccolo signore medievale, trattando i suoi amministrati come sudditi da favorire o da ostacolare in ragione della loro disponibilità ad obbedire o meno ai suoi comandi: chi non è con me è contro di me“.


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