L’Opinione/”Italia: il piatto è servito…siamo alla frutta”.

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di Gaetano Mastellone

Purtroppo ritengo che l’Italia è alla “frutta”. Ritengo che non ci sono più margini per nulla, il costo della vita in rapporto agli stipendi è alle stelle, comprarsi una casa è una chimera e la gente deve ritenersi molto fortunata  solo se riesce ad arrivare, senza intaccare il proprio capitale o senza farsi dei debiti, a fine mese. Purtroppo le famiglie italiane soffrono, sono alla frutta! La carne la si mangia, se va bene, una volta la settimana. Non c’è sviluppo e si nota, ogni giorno di più, l’assenza di un governo che fa strategia. Le grandi banche internazionali non “investono” nei titoli ed obbligazioni made in Italy e la speculazione è “in attesa”! La criminalità organizzata è sempre più organizzata. La magistratura è in lotta con la politica e le procure sono in lotta fra di loro! Ma che Italia è mai questa! Siamo messi male. Non ci sono più prospettive allettanti; oggi un idraulico o un imbianchino guadagna (spesso in nero) il triplo di un ingegnere o di un avvocato. I nostri giovani cosa fanno? Vanno comunque all’Università che dovrebbe chiamarsi “la fabbrica dei futuri disoccupati”. Mi domando perché,  stranamente tutti, continuano studiare fino a quaranta anni rincoglionendosi sui libri. I sindacati fanno lotte all’arma bianca per ottenere aumenti di stipendio, ogni due-tre anni, nell’ordine di 50 euro! Quando va bene. Che situazione è mai questa? Ma che cosa sta diventando lo stivale, la nostra Italietta è entrata nel buco nero? Certo c’è chi sta molto peggio, ma l’Italia essendo, da sempre, la culla della civiltà c’è davvero da preoccuparsi. Mi domando dov’è finita l’inventiva, il genio e le capacità che ci hanno sempre contraddistinto anche agli occhi del mondo? Possibile si debba annaspare da anni oramai senza venirne a capo? Il problema viene dall’alto, da chi ci governa. Sono stati molto bravi a creare l’illusione e sono stati capaci di portarci sull’orlo del default. Mi domando. Dov’è  l’amor proprio di ciascuno di noi (l’italianità)? Senza la nostra italianità di una volta, senza passione, senza moralità, senza civiltà, senza l’eliminazione delle caste, dei privilegi … a tutti i livelli… non ci sarà più  la spinta per migliorare, per inventare, per cambiare qualcosa. Il cittadino che leggendo queste modeste righe si sente “colpevole” di aver partecipato a questo sfascio dovrebbe vergognarsi e pensare – solo per un attimo – ai propri figli ed a quello che lasceremo loro! Cari amici ragionate un po’ di più con la vostra testa e meno con quella dei mezzi di comunicazione. I mezzi di comunicazione (totalmente in mano a chi conoscete molto bene!)  fanno di tutto per dirci la loro verità. Diamoci tutti, in particolare “noi adulti”, una gran svegliata perché se non ci mettiamo tutti le nostre “p….e” (i ns. attributi) l’Italia diventerà una vera nazione da poveracci (tanti) e da ricchi (pochi). Nel mio piccolo è da almeno 5/6 anni che sto lanciando dei timidi segnali e solo la mia forza, la mia testa alta, la mia determinazione a volere il cambiamento e trovo la forza e la spinta a provare a dire “la mia verità”. Possibile si debba annaspare, da anni oramai, senza poterne venirne a capo?