La Fillea CGIL sul piano-casa della regione Campania

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Dichiarazione di Gianni Sannino, segretario generale Fillea CGIL Campania sul piano-casa della regione Campania.

NAPOLI – “Ieri è stata annunciato dall’assessore On. Marcello Tagliatela l’avvio del programma realizzativo legato al Piano Casa recentemente approvato dal Consiglio regionale della Campania, con una legge in modifica di quella approvata dal precedente Consiglio nel dicembre 2009 (legge n. 19/2009). I cantieri, è stato detto, partiranno prima dell’estate. Ci sarà modo di verificare. E’ del tutto chiaro, come stiamo dicendo da tempo, che il settore dell’edilizia ha bisogno di forti impulsi d’investimenti per rimetterlo in sesto considerato il gravissimo stato di crisi in cui versa ormai da quasi due anni. In meno di due anni più di 18mila lavoratori espulsi dai cantieri senza ritorno, un aumento esponenziale della cassa integrazione, centinaia di imprese scomparse o inghiottite dall’usura camorristica, un drammatico abbassamento della percezione di sicurezza sui cantieri, diffusione di lavoro nero e del caporalato solo per citare alcuni indicatori che connotano la crisi.
La Fillea ha espresso un giudizio negativo sul nuovo Piano Casa che con la sua carica deregolativa e di derogabilità agli strumenti urbanistici rischia di aprire le porte a deleterie aggressioni al territorio, in nome del bisogno casa e del bisogno lavoro, viatico per nuove speculazioni e rendite fondiarie e urbane. Ma si dice che i cantieri apriranno. Gli interventi previsti per volume e per dimensione hanno bisogno di regole certe per la loro realizzazione.
I regolamenti attuativi non possono prescindere dal prevedere vincoli per la qualità e la regolarità dei lavori che si andranno a svolgere e la qualità delle imprese. Il rispetto dei contratti, del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) legata alla congruità di manodopera per evitare evasione ed elusione contributiva, della tracciabilità finanziaria, del non ricorso a forme di affidamento con il massimo ribasso, sono parametri irrinunciabili senza i quali si crea solo il far west dei cantieri. Così come il risparmio energetico, l’introduzione di tipologie di recupero sostenibile a partire dai materiali da utilizzare, il riuso urbano, la messa in sicurezza degli edifici, di concerto con gli enti locali, dentro un grande piano di edilizia pubblica e sociale”.