Amendolara svela il mistero del Limone deforme di Terzigno

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limone deforme di Terzigno

C’è voluto un politico-tecnico come Vito Amendolara, assessore regionale all’agricoltura con un passato pluridecennale nella Coldiretti, per svelare l’ultimo arcano che le cronache di questi giorni hanno spacciato all’opinione pubblica come il frutto delle discariche. La fotografia del limone deforme di Terzigno ha fatto il giro del mondo in poche ore provocando sicuramente stupore ed orrore in chiunque abbia riflettuto sugli effetti prodotti su un frutto noto e apprezzato qual è il limone dall’inquinamento e dalla contaminazione di rifiuti.

Vito Amendolara assessore regionale

Invece l’Assessore ha svelato il mistero: si tratta di una conseguenza dell’attacco alle piante da parte di un acaro molto diffuso nelle aree agrumicole e che predilige quelle di limoni. L’acaro si chiama  Eriophyes sheldoni  ed è conosciuto come l’acaro delle meraviglie, invisibile ad occhio nudo, vive tutto l’anno in luoghi protetti all’interno delle gemme, tra le perule e sotto la rosetta dei frutticni. La femmina adulta ha forma allungata ed è di colore crema. Dorsalmente presenta un ispessimento del tegumento o scudo, con 3 coppie di linee longitudinali. Dimensioni piccolissime (0,15-0,2 mm circa di lunghezza). Il fitofago attacca le gemme quando queste devono ancora svilupparsi a legno o a fiore. Le gemme a legno attaccate vengono accecate e, se l’ infestazione perdura, danno origine ad una vegetazione di aspetto cespuglioso, a rosetta, con internodi raccorciati e affastellamento dei rami. Le foglie colpite sono spesso incomplete con ondulazioni del lembo fogliare di consistenza coreacea. Le gemme a fiore attaccate originano fiori che in larga misura cadono, mentre quelle che allegano producono frutti abnormi dall’aspetto di un polipo; tali frutti vengono chiamati meraviglie o frutti delle meraviglie. I danni si ripercuotono nella produzione che viene gravemente compromessa sia dal lato quantitativo che qualitativo: infatti i frutti mostruosamente deformati non possono essere commercializzati. Per una volta la politica viene in soccorso della scienza e anche di se stessa scongiurando il diffondersi di un’informazione allarmante se davvero la deformazione fosse stata determinata dalla contaminazione dell’ambiente e del terremo. Una notizia da accogliere positivamente proprio perchè non dipende dall’inquinamento. Bravo Amendolara!