Lauro: “E’ il momento di fare chiarezza sull’uso di droghe in Rai”

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Sen. Raffaele Lauro

ROMA – Il Sen. Raffaele Lauro, parlando questa mattina al Senato, ha aperto un altro fronte in seno al dibattito sulla RAI con la richiesta avanzata a Sergio Zavoli di convocare d’urgenza la commissione di vigilanza per esaminare la questione dell’uso di droghe in Rai sulla base delle esplosive dichiarazioni rilasciate sull’argomento dal consigliere Rizzo Nervo. La questione droga in Rai non può passare sotto silenzio, ho chiesto al presidente Zavoli l’immediata convocazione della commissione di vigilanza – esordisce Lauro che aggiunge – Un servizio pubblico radiotelevisivo, che vive prevalentemente di un canone versato dai cittadini, dovrebbe essere l’avanguardia, nella comunicazione istituzionale, della lotta alla droga e alla criminalità organizzata, che, nel commercio e nello spaccio degli stupefacenti, trova la fonte principale dei propri sporchi guadagni. Senza contare quale devastante esempio diventerebbe la RAI, specie per i giovani e per le famiglie, flagellati dalla piaga della droga, se le sconvolgenti accuse mosse da Nino Rizzo Nervo, consigliere di amministrazione Rai, dovessero corrispondere al vero“. Lungo il colloquio tra Lauro e Zavoli sulla delicata questione che rischia di scatenare un vero e proprio terremoto sui già precari assetti della RAI. “Ho parlato a lungo stamane con il Presidente Zavoli, chiedendogli la convocazione urgente in vigilanza del Presidente Garimberti, del Direttore Generale Masi e dello stesso consigliere, per affrontare specificamente la questione-droga in Rai, perchè le affermazioni di Rizzo Nervo non possono e non devono passare sotto silenzio. Se corrispondesse al vero l’affermazione di Rizzo Nervo, secondo la quale, ‘se si facessero i testi antidroga in Rai, i programmi non andrebbero più in onda, perchè si svuoterebbero i contenitori, soprattutto nel pomeriggio’, cioè nella fascia di maggiore ascolto, le misure minime da assumere, anche per iniziativa del Governo, in base alle clausole del contratto di concessione, dovrebbero essere drastiche, arrivando alla chiusura dei programmi individuati e all’espulsione dalla Rai di tutti i soggetti coinvolti. Anche per salvaguardare il buon nome dell’azienda pubblica e di quella parte maggioritaria degli operatori Rai, che rappresenta un esemplare patrimonio aziendale di professionalità e di correttezza. Se, al contrario, l’affermazione dovesse rivelarsi falsa o un’uscita insensata,  il consigliere Rizzo Nervo dovrebbe rassegnare, senza indugio, le dimissioni dal CdA della Rai“, le conclusioni di Lauro.